IL PIGIAMA DI MACBETH di Luca Stetur, 20 novembre 2010

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IL PIGIAMA DI MACBETH di Luca Stetur, 20 novembre 2010

Messaggio da Admin » 17/11/2010, 0:24

Spett.li
il prossimo è l' ULTIMO appuntamento di SALTUARIA.
Vi invitiamo tutti all'incontro con Shakespeare e con 'IL PIGIAMA DI MACBETH', di Luca Stetur, Claudio Morganti, Rita Frongia. Con Luca Stetur: attore geniale e prezioso

SABATO 2O NOVEMBRE ORE 21.00 presso l'Aula Magna della scuola media ML King di via Dogane, 6 a Palazzolo sull'Oglio

info e prenotazioni: 3398908269 info@teatroflautomagico.org


IL PIGIAMA DI MACBETH
Luca Stetur
sabato 20 novembre

una riscrittura domestica di Claudio Morganti, Luca Stetur, Rita Frongia
regia di Claudio Morganti
con Luca Stetur
luci Fausto Bonvini

Qualcuno inventò la ghigliottina a scopo umanitario. Fu per rendere istantaneo il “tempo del trapasso”.
Ma qualcun altro giurò che quelle teste tagliate non morivano subito…
Il “tempo” è faccenda per vivi.
Per il boia è questione di un attimo, ma per la testa che si ritrova senza corpo quanto dura quell’attimo?
Lo spettacolo inizia dove finisce il film Macbeth di Roman Polanski. La lama di Mac Duff ha appena staccato il corpo dalla testa di Macbeth. Quando la testa rotola, gli occhi guardano. Vedono il mondo roteare. Il cielo è la terra e la terra è il cielo. Il bello è brutto e il brutto è bello.
E finché vive la coscienza il cervello pensa: “ecco, sono morto. La breve candela della mia vita si è spenta”.
E’ a questo punto che inizia lo spettacolo. La grande, definitiva visione della vita trascorsa. Lo spettacolo che strapperà l’applauso degli dei, senza alcuna possibilità di concedere il bis.
C’è chi sostiene che è come vedere un film proiettato al contrario, dalla fine all’inizio. Speriamo di no. Sarebbe noiosamente incomprensibile e nessuno avrebbe la forza di applaudire.
Il volo della testa di Macbeth, ecco un titolo alternativo per questo spettacolo.
Per chi lo pre-ferisce.
Nel volo, occhi e cervello terribilmente abbracciati perché soli, vedono e sognano un eterno attimo di quiete, di ritrovamento del sonno, di contemplazione estetica della vita vissuta.
Alla fine sarà silenzioso suono, in quanto inizio di tutto.
Le orecchie sono le ultime a morire.
E’ così che inizia Il pigiama di Macbeth, con un ombrello.
Come un sogno.
Come un incubo.
Come una risata.
Come la vita.
Come la morte.
Come Lady Macbeth che abbraccia il mondo intero proprio perché non c’è.
Come una lampadina blu.
Come un divanetto.
Come un pigiama.

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