L'arboreto, autunno 2013, Mondaino (Rn)

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L'arboreto, autunno 2013, Mondaino (Rn)

Messaggio da Admin » 02/08/2013, 11:45

L’arboreto - Teatro Dimora - Mondaino, 2013

Programma
settembre - ottobre


dal 9 al 15 settembre
Good vibrations
residenza creativa per la produzione del nuovo spettacolo di CANI
progetto selezionato dal Bando Ripensando Theremin

Theremin entrò in istituti di fisica per uscire da conservatori musicali, ideò sistemi di controllo per Alcatraz e finì ai lavori forzati in un gulag – dove, da prigioniero, ricevette il premio Stalin per l’invenzione di nuovi apparecchi spionistici. Artefice e vittima della società del controllo, in ogni circostanza della sua vita vediamo Theremin che suona impettito lo strano strumento musicale che aveva inventato in gioventù: il theremin.
In Good vibrations lo spazio scenico è mappato da una selva di sensori low cost: l’umano è preso in mezzo a una sovrapposizione di campi invisibili ed è percepito dalle macchine di volta in volta in modo diverso: come massa, peso, movimento, suono, temperatura, vibrazione, campo elettromagnetico, conduttore elettrico, intrusione, business, violazione. Un manipolatore-regista regola il funzionamento delle macchine in tempo reale, ne calibra i livelli e le modalità di risposta agli input, sonorizzando eventi di natura corporea, ambientale, emotiva, mentale.
In questo mosaico di soglie invisibili e di attriti immateriali, il danzatore esiste in modalità relative e intermittenti; è sottoposto a continue prove fisiche e a compiti tesi ad armonizzarlo o a metterlo in conflitto con il sistema di percezioni che lo identifica, misura, controlla, moltiplica, che lo premia e punisce in base ai suoi comportamenti e alle sue risposte agli stimoli. Il pubblico è l’osservatore finale, ma è anche a sua volta osservato. Agli occhi delle macchine, il pubblico e il danzatore esistono nello stesso modo e sono la stessa cosa: parti della stessa infrazione. Tra i corpi umani (del danzatore, del manipolatore, del pubblico) e le macchine c’è un sistema circolare di comunicazione, creazione e falsificazione che non si sa dove inizi e dove finisca: chi produce il primo impulso che viene recepito generando un feedback destinato a determinare altri impulsi? È l’umano o la macchina ad ascoltare? Chi è condizionato e chi condiziona? E chi incarna la danza?
Tra coreografie galvaniche e situazioni foucaultiane, il danzatore esplora il suo habitat conducendo una vita da cane: il cane di Pavlov che non sa più cosa – dei suoi comportamenti e della realtà – sia originario e cosa riflesso. Nel parossismo di una felice detenzione iper-cinetica e super-accessoriata, le good vibrations confondono la tortura con il gioco. E la prigione di massima sorveglianza diventa ludoteca per i figli di un mondo che funziona alla perfezione.

Il progetto coreografico di CANI è stato scelto dalla commissione del Bando Ripensando Theremin, composta da un rappresentante di ogni ente promotore: Anna Lea Antolini (Fondazione Romaeuropa), Fabio Biondi (L'arboreto - Teatro Dimora di Mondaino), Roberto Casarotto (CSC - Centro per la Scena Contemporanea/Casa della Danza di Bassano del Grappa), Andrea Nanni (Armunia/Festival Inequilibrio di Castiglioncello), Valentina Valentini (Centro Teatro Ateneo, Sapienza,Università di Roma). Alla compagnia sono state garantite, oltre ad un contributo produttivo, tre periodi di residenza creativa. Al termine del percorso di ricerca, il lavoro debutterà il 27 ottobre in prima nazionale nella sua forma definitiva a DNA danza nazionale autoriale nell'ambito del Romaeuropa Festival 2013.

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domenica 15 settembre, ore 18 - Apertura al pubblico - Ingresso libero
CANI
Good vibrations
progetto e realizzazione CANI
coreografia Ramona Caia/Jacopo Jenna/Giulia Mureddu
musica Francesco Casciaro
in scena Giulia Mureddu, Jacopo Jenna, Francesco Casciaro
consulenza drammaturgica Carlo Cuppini
supporto tecnico Roland van Ulden
organizzazione Luisa Zuffo

Produzione CANI, Spazio K_Kinkaleri, Armunia/Festival Inequilibrio, CSC Centro per la Scena Contemporanea/Casa della Danza di Bassano del Grappa, Centro Teatro Ateneo, Sapienza,Università di Roma, Fondazione Romaeuropa/Ente di Promozione Danza, L’arboreto - Teatro Dimora, Il Vivaio del Malcantone.
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dal 20 al 22 settembre
Pneuma - Interazione fra corpo e pensiero
un progetto di Simona Bertozzi e Enrico Pitozzi
a cura di Associazione Nexus
con il contributo di Regione Emilia Romagna – Assessorato alla Cultura

Pneuma è un progetto inedito nato dall’incontro e dallo scambio tra l’esperienza scenico-compositiva della coreografa Simona Bertozzi e le prospettive teorico-didattiche tracciate dallo studioso Enrico Pitozzi.

Il progetto fonda il suo statuto sull’analisi del movimento e sul funzionamento della percezione, là dove la composizione coreografica incontra il pensiero in azione per disegnare le traiettorie di una nuova estetica del corpo.
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venerdì 20 e sabato 21 settembre
Pneuma - Workshop
rivolto a danzatori, performer, studiosi con un percorso di pratica e pensiero sul corpo e interessati ad approfondire lo studio e l'analisi del movimento
condotto da Simona Bertozzi e Enrico Pitozzi

Il laboratorio avrà come oggetto il corpo e l’analisi del movimento. Muoversi significa, in un primo momento, immaginare la propria anatomia nello spazio e in un secondo momento comporre materialmente il gesto, l’azione. In questo schema, la percezione – cioè l’insieme delle funzioni cognitive di un organismo – è alla base del movimento. A partire da questa semplice equazione scenica si determina la qualità della presenza di un corpo.
Qui di seguito alcuni punti che verranno esplorati nel percorso:
I. Percezione
Ci soffermeremo su un aspetto determinante: la percezione è azione. Che ruolo gioca l'immaginazione nel comporre il movimento? Come questo prende forma e che ruolo giocano i sensi? Intervenire sulla percezione, sul modo in cui si sentono le cose, significa immaginare in modo diverso e, di conseguenza, comporre l'azione in modo inedito.
II. La presenza
La presenza è qualcosa di indeterminato. Ognuno di noi sa riconoscere – avvertire – una presenza; ma come possiamo parlarne, farne esperienza? La presenza, così come qui è pensata, è una forma di irradiazione nello spazio, qualcosa che si diffonde ma non può essere localizzata in un punto preciso. Abbiamo l'impressione che appartenga al corpo, ma non è esattamente così. Essa è piuttosto portata dal corpo.
III. Spazio/Tempo
Il corpo è spazio ed abita uno spazio. Fare spazio con il corpo significa dunque percepire a 360°, fare del corpo un'architettura grazie alla precisa consapevolezza della collocazione di ogni parte del corpo rispetto all'asse centrale e alle possibili ricadute del peso e del suo trasferimento: disporre il movimento come una traccia impressa nel volume invisibile dell'aria.
Disegnare lo spazio con il corpo permette così di dar forma al tempo.
IV. Atmosfera
Atmosfera è la temperatura della scena, il modo in cui i corpi e gli altri enti s'incontrano in una forma transitoria e s'irradiano nell'ambiente. L'atmosfera è uno stato di cose che si dà in modo latente: è una sensazione da abitare che permette allo spettatore di avvertire gli effetti prodotti dalla presenza del performer.

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domenica 22 settembre, ore 18 - Spettacolo - Ingresso libero
Simona Bertozzi
Orphans
primo studio per CADUTA
assolo

1961 Juri Gagarin completa la prima orbita attorno alla terra.
1964 uno scienziato zambiano lancia un programma spaziale per portare l'uomo sulla luna.
E di seguito fino al mistero della materia oscura.
Siamo esseri tremolanti ed eroici attratti dalle ascese e dagli strapiombi.
Orfani per distacco dalla sacralità delle origini e inclini alla vertigine, avanziamo per territori impervi, irregolari, ci nutriamo delle visioni di passaggio, sballottati, sorridenti, silenziosi.
L'importante è attutire l'atterraggio.

a seguire
Atto di pensiero di Enrico Pitozzi
CHROMA
Ciò che resta è un quasi-nulla
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domenica 29 settembre
Luft
laboratorio di radio, teatro e web
condotto da Roberto Paci Dalò / Giardini Pensili

Durante il 2013 Roberto Paci Dalò e Giardini Pensili realizzano una serie di residenze in vari luoghi d’Italia finalizzate alla creazione dello spettacolo Luftkrieg a partire da testi di W.G. Sebald e Heiner Müller. Durante le residenze sono previsti laboratori, sessioni di lavoro, incontri, presentazioni di performance dal vivo come sezioni del progetto.
All’inizio della residenza che si svolgerà all’Arboreto (dal 30 settembre – 1 ottobre) sarà organizzato un laboratorio sulla teoria e la pratica della radio in relazione alla scena.
Argomenti previsti: radiofonia, il nuovo radiodramma, webradio, radio e telematica, network projects, il rapporto con il testo, software e hardware, live radio e live media, spazio radiofonico come luogo di performance.
On-line, on-air, on-site: relazioni tra media e formati attorno alla pratica di una radio espansa e avventurosa.
Sarà utilizzata Radio Lada (radiolada.net) una delle prime webradio al mondo creata nel 1995. Alcuni dei materiali prodotti potranno far parte della programmazione.
Alcuni dei partecipanti al laboratorio potranno eventualmente essere invitati alla residenza nei due giorni successivi per seguire il lavoro in corso sul nuovo spettacolo Luftkrieg.

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lunedì 30 settembre e martedì 1 ottobre
Luftkrieg
residenza creativa per la produzione del nuovo spettacolo di Roberto Paci Dalò / Giardini Pensili

A partire da una riflessione su W.G. Sebald e Heiner Müller un progetto di residenza finalizzata alla creazione di una sezione della creazione 2013-2014.
Il riferimento principale del progetto è il libro Storia naturale della distruzione (Luftkrieg und Literatur) di W. G. Sebald. L'autore completò questo straordinario e controverso libro poco prima della morte nel dicembre 2001. Si tratta di un doloroso studio sulla devastazione delle città tedesche a causa dei bombardamenti alleati durante la Seconda guerra mondiale e uno studio nella letteratura e cultura tedesche su questo trauma. Questo testo è uno studio essenziale e profondo sulla guerra e sulla società, sulla sofferenza e sull'amnesia.
Nella residenza Paci Dalò indaga alcuni degli aspetti della messa in scena attraverso corpo, suono, oggetti, film, luce; verrà creato un ambiente immersivo all'interno del quale si muoverà l'azione.
In questa fase del lavoro il progetto prevede la partecipazione di artisti da più discipline per creare un brainstorming. L'intenzione non è quella di lavorare allo spettacolo in maniera "canonica" riunendo i vari materiali in un unico allestimento, quanto quello di creare un rapporto dialettico tra i vari elementi.
La residenza intende poi produrre materiali ulteriori quali suono, radio e film.
Durante la residenza verrà utilizzata Radio Lada (www.radiolada.net) per creare trasmissioni in diretta dal luogo di lavoro.
LUFTKRIEG è un ciclo di residenze creative che la compagnia realizza nel corso del 2013 in vari luoghi in Italia. Questo permette di creare una rete di luoghi e persone che a tratti potranno collaborare alla costruzione di sezioni del lavoro.
In LUFTKRIEG un'importanza particolare è data al lavoro site-specific dove i luoghi sono esperiti attraverso una relazione profonda e diventano essi stessi materiali drammaturgici.
Una prima tappa del lavoro si è svolta a Berlino nel dicembre 2012 presso la Galleria Mario Mazzoli, dove Paci Dalò ha allestito la mostra "Luftkrieg" (disegni, sculture, suono, film). I materiali in mostra sono ora scatenanti degli sviluppi scenici. (http://giardini.sm/projects/luftkrieg)
In LUFTKRIEG è cruciale la trasmissione del sapere per cui – parallelamente al lavoro creativo scenico – sono realizzati workshop con la partecipazione di persone che risiedono nei luoghi di residenza. Anche a Mondaino il giorno precedente alla residenza domenica 29 settembre si svolgerà LUFT drammaturgia dei media, laboratorio di radio, teatro e web.
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dal 7 al 13 ottobre
Danza Sensibile
primo movimento di un progetto biennale di formazione per danzatori professionisti, attori e artisti dello spettacolo
condotto da Claude Coldy
assistenti Laura Liuni, Enrico Simonetto

Con la sessione di lavoro di ottobre inizia a L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino un percorso di formazione biennale per danzatori professionisti, attori e artisti dello spettacolo, che si concluderà nel maggio 2015. Il percorso formativo è articolato in sei movimenti, della durata di sei giorni ciascuno (7-13 ottobre 2013; 24-31 marzo 2014; 12-18 maggio 2014; e altri tre periodi in via di definizione). Attraverso le tecniche della Danza Sensibile, l’obiettivo del corso è di porre le basi per la preparazione di un corpo e di una mente che possano - nella consapevolezza delle proprie potenzialità - generare un linguaggio creativo nutrito d’intensità e di verità, in armonia con le strutture del corpo, per servire pienamente il dialogo intimo fra il danzatore e lo spazio scenico.

La selezione alla prima e alla seconda sessione di lavoro (7-13 ottobre 2013; 24-31 marzo 2014) sarà su presentazione di CV. Questi primi due incontri saranno tesi a formare un gruppo di lavoro stabile, che continuerà tutti gli incontri successivi nel corso del biennio. Non sono previsti altri momenti di selezione una volta costituito il gruppo.

La Danza Sensibile è una pratica di movimento cosciente che intende condurre ad una maggiore conoscenza di sé, del proprio corpo, delle proprie sensazioni ed emozioni. Tale pratica allena corpo e mente all’ascolto profondo dei messaggi del corpo. Essa si propone inoltre di rivisitare alcune tappe fondamentali dell’evoluzione, rivivendo consapevolmente il processo di verticalizzazione dell’essere umano, in maniera da ritrovare il senso e le potenzialità contenuti nella forma e nella struttura dei nostri corpi, e della loro memoria evolutiva.
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Informazioni

Sede organizzativa
tel. e fax 0541.624474
tel. mobile 333.3474242; 331.9191041
info@arboreto.org
edizioni@arboreto.org

per i laboratori
teatrodimora@arboreto.org

www.arboreto.org

Sede delle attività
Teatro Dimora
via Arboreto 6, 47836 Mondaino (Rn)

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