Laboratori 2011 di L'alboreto, Rimini

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Laboratori 2011 di L'alboreto, Rimini

Messaggio da Admin » 27/02/2011, 21:32

dall'11 al 13 marzo
DISPLACE
Muovere o spostare dalla posizione o dal luogo usuali, in particolare, costringere ad abbandonare la propria patria.
Laboratorio teatrale condotto da Muta Imago

“Displace” è il senso che ci governa in questo momento. È la casa che non avremo mai, il movimento e il cambiamento costante che caratterizzano le nostre vite. È la corsa di un’intera civiltà, la nostra, verso la propria inesorabile distruzione; è il nostro tentativo di collocarci all’interno di questo collasso, di questo slittamento. Un laboratorio intensivo sul “displacement” durante il quale avviare un’indagine sui diversi possibili aspetti legati al tema dello spostamento forzato e dello spiazzamento in genere: aspetti politici, emotivi, astratti, comici. Costruire immagini e azioni e dislocarle nello spazio, abitare uno spazio in continuo mutamento, fatto di soglie e confini, reali o immaginari; gestire il tempo dell’attesa forzata, venire gettati fuori rotta, spostarsi in continuazione, spostarsi, costruendo strutture instabili, improvvisando sistemi di supporto, puntelli, sostegni temporanei. Un laboratorio aperto a chiunque voglia approfondire il rapporto tra il proprio corpo e lo spazio che lo circonda, la luce e il suono, a chiunque condivida o creda di condividere questo stato d’animo e voglia indagarne gli aspetti più diretti e materiali. Una prima tappa di tre giorni di un percorso che continuerà, chissà quando, chissà come, chissà in quale direzione.

Muta Imago nasce a Roma nel 2006. È un progetto di ricerca guidato da Riccardo Fazi e Claudia Sorace, aperto e finalizzato alla sperimentazione dei diversi linguaggi artistici, in nome ogni volta non di un’estetica o di una modalità generali, ma del progetto e del tema particolari che si scelgono di affrontare. Il video, l’installazione, la musica, il corpo, la luce, l’intervento sullo spazio, sono gli elementi attraverso i quali creare ipotesi di mondi e storie al centro delle quali l’indagine del rapporto tra l’essere umano, lo spazio e il tempo, riveste un ruolo principale.
Tra il 2007 e il 2009 realizza gli spettacoli (a+b)3, Lev, Madeleine, trilogia che esplora i temi della memoria e della separazione, che sono stati ospitati all’interno di teatri e festival internazionali, tra cui Premiéres Festival (Strasburgo), Bipod Festival (Beirut), Centro Parraga (Murcia), Face à Face – Théâtre de la Ville (Parigi), Festival International des Brigittines (Bruxelles), Sophiensaele (Berlino), Trafò (Budapest), Temps d’Image (Cluj), Clipa Aduma (Tel Aviv) e nazionali, tra cui RomaEuropa Festival, anche coproduttore, Vie Scena Contemporanea Festival, Santarcangelo dei Teatri. Nel 2009 realizza per il Napoli Teatro Festival la performance site-specific Napoli. Primo passo nelle città di sotto. Nello stesso anno Muta Imago vince il Premio Speciale Ubu, il Premio della critica da parte dell’Associazione Nazionale dei Critici e il premio DE.MO./Movin’UP. Nello stesso anno Claudia Sorace ha vinto il Premio Cavalierato Giovanile della Provincia di Roma e il Premio Internazionale Valeria Moriconi come “Futuro della scena”.




dal 14 al 16 aprile
OCCHI ALLO SPECCHIO
Laboratorio di fotografia ragionata di scena
condotto da Laura Arlotti

Primo appuntamento di un progetto annuale, teorico e pratico, che ha come obiettivo sia la formazione di giovani fotografi di scena, sia la documentazione delle attività dell’Arboreto durante le residenze creative, i laboratori e gli spettacoli programmati nel 2011

“Parlare di teatro in fotografia, cioè concretamente fotografare teatro, somiglia troppo a tenere un discorso sulla fotografia stessa e dunque a fotografare “sé”, il proprio lavoro, i propri mezzi, il proprio linguaggio: una sorta di paragone per se stessi. […] Tutto avviene come se due specchi diversi per natura e per tecnica fossero messi nella condizione obbligata di riflettersi a vicenda. Il circolo vizioso è quasi inevitabile, e certamente pericoloso.”
Ugo Volli, La Quercia del Duca. Vagabondaggi teatrali, Feltrinelli, Milano 1989

Questo laboratorio si propone come uno spunto di riflessione sulla fotografia di scena e vuole fornire i mezzi di base per approcciarla.
Come si "guarda" uno spettacolo? E prima, come lo si "avvicina"? E poi, come lo si "ferma"? Si cercherà di dare risposta a queste domande attraverso l’analisi di diverse figure storiche della fotografia di scena, contestualizzando volta per volta le scelte effettuate da ogni fotografo in relazione all’evoluzione dell’arte scenica e del linguaggio fotografico.
Il laboratorio sarà quindi suddiviso in due parti: una prima parte teorica, in cui ci si soffermerà sulla storia della fotografia di scena, le diverse modalità di approcciare la materia e la tecnica fotografica; una seconda parte pratica, in cui grazie alle compagnie teatrali in residenza al Teatro Dimora, che si presteranno a farsi fotografare, i partecipanti potranno mettere in pratica quanto appreso durante la parte teorica seguendo e fotografando diverse tipologie di “spettacolo” (laboratori, residenze creative, prove aperte, performance).
Ogni fotografia che si scatta è una scelta.
È quindi preceduta da un momento di osservazione e sottintende un’assunzione di responsabilità.
Questo comporta diverse implicazioni a seconda del tipo di fotografie che si fanno.
Il teatro è una pratica di scambio di idee, un’incontro tra chi è sul palco e chi lo osserva.
Guardare uno spettacolo con un apparecchio fotografico in mano non è come guardarlo a occhio nudo.
Il laboratorio sarà incentrato su queste premesse.
Si cercherà di fornire non solo le nozioni tecniche per svolgere questo lavoro, ma anche spunti di riflessione sul proprio modo di guardare, sulle proprie scelte, perché siano consapevoli. Si ragionerà sui limiti che il teatro impone alla fotografia e viceversa.
Il prolungamento del laboratorio sulla durata di un anno è necessario per avere una visione più completa e amplia, per sperimentare anche i tempi e le dinamiche di un teatro, di una compagnia, di un percorso fotografico.

Laura Arlotti è fotografa di scena. Nel 2003 si diploma presso l’istituto di formazione fotografica Speos di Parigi e nel 2006 prosegue con il Master in Fotografia dello Spettacolo presso lo Ied - Istituto Europeo di Design di Milano. Documenta i festival di Santarcangelo dal 2003 al 2009, Drodesera nel 2008 e il Festival Teatro Era di Pontedera nel 2010.
Documenta dal 2005 al 2007 le attività del Teatro Dimora dell’Arboreto. Nel 2009 partecipa al progetto teatrale della compagnia Camping Virginia “Tu sei dunque venuto in questa casa per distruggere” con una ricerca sugli spazi urbani. Collabora con numerose compagnie italiane, fra le quali gruppo nanou, Santasangre, Cosmesi, Muta Imago, Maria Donata D’Urso, Reggimento Carri e Teatro Sotterraneo.
Nel 2010 vince il Premio Hystrio Occhi di scena.




dal 28 al 30 aprile
IL CORPO MASCHERA DELL’ANIMA
Laboratorio di teatro e mimo corporeo
condotto da Eugenio Ravo

Parto dall’origine del mio percorso, dalle prime impronte impresse con passione e disinvoltura, in un tempo in cui era forte il desiderio di cambiare, di trasformare, così sono entrato in un cammino. Il mestiere mi poneva di fronte ad una scelta vitale, dove indirizzare le mie ricerche sull’arte dell’attore. E nel 1980/85 sono a Parigi alla scuola del maestro E. Decroux, il creatore del mimo del ‘900, con lui ho conosciuto una nuova idea del corpo dell’attore-mimo. L’intero corpo diviene maschera dove risiede il proprio essere, il proprio sentire, la propria percezione di una visione creativa della vita. Energia, movimento, ritmo, impercettibilità, silenzio compongono la sintesi di un linguaggio dove risiede il segreto dell’essere attore. Il movimento diviene la forza espressiva, il suo sorriso; uno sguardo. La ricerca artistica, pedagogica e teatrale che ho intrapreso parte da lì, dal giorno in cui alla scuola il maestro mi chiese di insegnare, cambiò il modo di affiancarlo nel lavoro. Ho sempre considerato il corpo luogo di memorie infinite, di un tempo trascorso, vissuto, custode delle nostre azioni legate al pensiero, all’immaginario, allo spirituale, che nel presente creano una individuale percezione della realtà alla scoperta della bellezza. Il seminario è aperto a tutti coloro che hanno desiderio di esplorare il movimento corporeo col piacere di con-tattare altro.

Eugenio Ravo, regista - autore/attore/mimo. Nel 1979 a Roma lascia gli studi universitari di Psicologia e si dedica al teatro, la sua formazione avviene in universi teatrali in cui il teatro è più di una domanda, una necessità. Nel 1980-85 si trasferisce a Parigi per studiare alla scuola del maestro Etienne Decroux (il creatore dell’Arte del Mimo Corporeo del ‘900). Nell’ultimo periodo è assistente e insegnante alla scuola stessa. Nel 1996 fonda la Compagnia Esule Teatro con la danzatrice e coreografa Mariangela Pespani, dando vita ad una intensa attività di produzioni teatrali di danza e mimo negli anni a seguire. Porta la sua esperienza pedagogica e creativa nelle scuole di ogni grado, lavorando sulle tematiche del “Disagio d’essere e creatività”. Nel 2001-03 svolge il progetto “DRAO - le artiterapie per la tutela della salute mentale”; un teatro per il recupero e l’integrazione sociale con persone a disagio mentale presso il Centro Diurno - Dip. di Salute Mentale di Nereto (Te). Partecipa a diversi festival in Italia, Portogallo, Spagna, Francia, Romania. Ha tenuto laboratori e seminari in Italia e all’estero.




dal 7 all’11 giugno
IL CORPO NEUTRO. TECNICHE DI STRANIAMENTO
Laboratorio sul movimento pertinente all'arte dell'attore
condotto da Claudio Morganti

Se alla fine di un laboratorio è prevista una dimostrazione di lavoro, lo si dovrebbe chiamare “prove”. Se durante un laboratorio si applicano metodologie d’insegnamento, lo si dovrebbe chiamare “scuola”.
Ma “laboratorio” è qualcosa di diverso e più piccolo e dunque più prezioso, è occasione privilegiata di incontro tra i partecipanti, incontro in campo non definibile.
Dove si può dire o ascoltare, tentar di fare o cercar di vedere, parlare delle cose e del loro contrario. Riprodurre, cioè, con parole e fatti ciò che il teatro è negli atti, ovvero “analogia”, lasciando finalmente la formuletta “metafora della vita” all’unico settore degno di porgerla: lo sport.
Il teatro è arte e l’arte è un’altra cosa, vive di vita propria con o senza la presenza degli artisti.
Ciò che per tutto il resto vale, non vale per il laboratorio.
Ogni qualvolta si avverte l’accattivante (in quanto cattivo) odore di una “regola” significa che il laboratorio è stato tradito.
Ma le regole sono dure da abbattere e il laboratorio, per sua morbida natura accetta il tradimento, provando soltanto una leggera e dolce malinconia.
Sentite? Già si avverte l’odore di una regola: la “scheda di presentazione”.

Il corpo neutro. Tecniche di straniamento

Si lavorerà sul movimento pertinente all’arte dell’attore.
Si lavorerà al fianco del Woyzeck di Buchner.
Si indagherà dove risiede (al di là dei metodi esistenti) il “significato” del gesto.
L’estremo straniamento corporeo può portare “significato”?
Si può parlare di “corpo neutro”?
Si può parlare di “movimento astratto”?
La forza drammatica dell’ombra.
Traslocare dal proprio corpo al telo della morte, mediante emorragia del sentimento.
La concretezza dell’ombra dipende dell’astrazione del corpo.
Corpo neutro e movimento astratto sono concetti applicabili al lavoro dell’attore di prosa?
Sì, prosa, attore, recitazione, voce, movimento e suono.
Sono forse tutti termini di archeologia teatrale, ma sono i soli sui quali valga la pena di dibattere
se ci si occupa di “teatro”.
Sono pronto a risponderne di fronte a qualsiasi tribunale e naturalmente anche a chi vorrà partecipare a questo incontro.

Claudio Morganti, ligure, allievo di Carlo Cecchi, nel 1979 forma con Alfonso Santagata la compagnia Santagata-Morganti, di cui ricordiamo ancora Katzenmacher, Buchner mon amour, Hauser Hauser e la messa in scena de Il calapranzi di Harold Pinter con la regia dello stesso Cecchi (premio della critica e premio Ubu). Dal 1993 ha fondato una propria compagnia iniziando un percorso personale sull’opera di Shakespeare: Studio per il Riccardo III, Riccardo vs Amleto, Tempeste, La morte di Giulio Cesare, e l’ultimo, conclusivo allestimento integrale del Riccardo III, per la Biennale di Venezia 2000. Sempre nel 2000 è stato protagonista dell’Edipo Re, diretto da Mario Martone per il Teatro di Roma.
Ha collaborato con la la compagnia Alkestis di Cagliari - Il bicchiere della staffa, End, L’amara sorte del servo Gigi, Waiting long.
Nel 2007 fonda il “Libero Gruppo di studio d’Arti Sceniche”.
Vi prendono parte una trentina di persone tra attori, registi, scenografi ma anche un poeta, un tecnico informatico ecc. Il lavoro del gruppo è di ordine prevalentemente teorico.
Da quattro anni, con Rita Frongia, lavora intorno al Woyzeck di Georg Buchner con lavori molteplici : Woyzeck primo studio (Teatro della tosse GE), W. (Castiglioncello), Una lettura del Woyzeck, Woyzeck (video d’animazione), Studio n.5 (Teatro Era, Pontedera).
Attualmente impegnato nella preparazione del progetto Ombre Woyzeck.




dal 2 all’11 Agosto
SIMPLE MUSIC COMPOSITUM
Campus musicale di didattica artistica
condotto da Roberto Galvani e Marco Mantovani
progetto realizzato con la collaborazione di: L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino, Aulos Danza Rimini, Associazione culturale Big Action Money

Una serie di composizioni di Roberto Galvani realizzate sul posto con musicisti, ragazzi e curiosi sullo stile e con il metodo SIMPLE MUSIC, rielaborate con strumentazioni elettroniche assieme a Marco Mantovani.
Questo sistema prevede che i brani musicali vengano composti tenendo conto delle competenze e delle possibilità tecniche e pratiche delle persone che vi partecipano.
Una volta realizzato il repertorio SIMPLE MUSIC, Marco Mantovani interverrà sui brani creando una sorta di “rendering”–“To Set” intendendo brani SIMPLE MUSIC come una gemma incastonata tra i suoni elettronici. L’idea è quella di un’isola che affiora dal mare.

Scopo del progetto in residenza.
Produrre un nuovo sistema di lavoro guardando alla persona come oggetto più prezioso. Addirittura come risultato. Tutti potranno accedere al lavoro ed essere protagonisti.
Realizzare un sistema di produzione musicale attivando una didattica artistica.
Il lavoro in residenza diventa pertanto necessario come pedagogia nel percorso.

Come si svolgerà il lavoro.
Nei primi giorni di residenza si lavorerà con Roberto Galvani alla composizione e al montaggio di brani musicali realizzati con una strumentazione varia (violino, viola, violoncello, tastiere, basso, chitarra, glockenspiel, xilofoni, metallofoni, flauto, mandolino, bouzouki, organetto, percussioni, oggetti sonori).
Nei giorni conclusivi Marco Mantovani parteciperà alla composizione dei brani e alla realizzazione del progetto inserendosi e interpretando i brani con strumenti elettronici.
Questo “affondare” e “riaffiorare” della musica prevalentemente acustica SIMPLE MUSIC di Roberto Galvani sui suoni di Marco Mantovani sarà il tema del concerto finale previsto per
l’11 Agosto alle ore 21.30 presso il Teatro Dimora – L’arboreto (Mondaino).

Simple Music nasce nel 2000, ed è il nome che Roberto Galvani dà alla sua attività di compositore ed educatore. Inizialmente era un metodo usato per fare suonare i bambini di scuole materne ed elementari, successivamente tramite laboratori e stage la formula SIMPLE MUSIC venne esportata a un pubblico adulto. Si tratta di una raccolta di composizioni scritte per chi non è musicista, ma ha desiderio di fare musica. Recentemente queste composizioni sono state eseguite da musicisti professionisti, poi da danzatori e infine da attori.
La meraviglia generata dal vedere suonare musiche semplicissime in un contesto professionale è la base del presente progetto. La ricerca SIMPLE MUSIC è una ricerca al contrario: è lo studio del semplice, del poco, della ricchezza insita in ciò che è piccolo. Ricchezza è ascoltare un concerto di musica bella e semplice eseguito da bambini, curiosi, attori e musicisti insieme; ciascuno esplora il suono secondo la propria sensibilità.
Il gruppo SIMPLE MUSIC ha continuato la propria attività realizzando un CD, esibendosi in concerti, proponendo incontri, seminari e maturando collaborazioni artistiche. È attiva anche sul territorio didattico svolgendo attività per scuole di ogni ordine e grado. Collabora con enti pubblici , istituzioni culturali, altre associazioni

Roberto Galvani, musicista, insegnante e maestro; è diplomato in Viola e in Didattica della Musica e si è specializzato in Didattica della Musica e Teatro Musicale.
In seguito matura diverse esperienze: teatro musicale, musica yiddish, repertorio medioevale e rinascimentale, musica irlandese e musica elettronica. Da 28 anni lavora con bambini e ragazzi di diverse età su progetti di musica, teatro e movimento sonoro. Attualmente, tramite progetti di formazione e corsi di aggiornamento, collabora con strutture scolastiche ed educative, con gruppi teatrali e di danza. Collabora alla sezione teatro allo Stage Internazionale Per Giovani Musicisti e Attori a Cortona. È docente ai Corsi di Alto Perfezionamento a Bertinoro . Questo cammino lo porta a scrivere musica senza pregiudizi. Musica scritta per tutti, anche per chi non sa suonare. Nasce così SIMPLE MUSIC, una raccolta di composizioni facilissime scritte appunto per chi non è musicista ma ha desiderio di fare musica.
Tutte le composizioni di SIMPLE MUSIC sono il risultato di anni di laboratori fatti con ragazzi e adulti. Nel 2010 viene prodotto il CD SIMPLE MUSIC realizzato presso il Teatro Dimora – L’arboreto di Mondaino.

Marco Mantovani, nato a Rimini nel 1973, studia pianoforte classico e jazz, e opera soprattutto nel campo della musica elettronica. Fra i suoi lavori ricordiamo la partecipazione al cd Arcana di Roberto Cacciapaglia (Milano-Londra 2001), due consecutive finali al Premio Recanati come arrangiatore con Eugenio Balzani (2004, 2005), la produzione artistica dei lavori di Giuseppe Righini (Spettri Sospetti, 2007) e Daniele Maggioli (Karaoke Blues, 2010), live set con Vincenzo Vasi, Nico Note, Andrea Felli e Dany Greggio, la composizione della colonna sonora del film-documentario Insulo De La Rozoj - La libertà fa paura (2009), le musiche originali per gli spettacoli teatrali Volare a tutti i costi, forse! (2009) Caligola e la luna (spettacolo inaugurale Meeting 2010), BAM! Big Action Money (2010) e Cosa centrano i capodogli? (2010)




dal 12 al 16 ottobre
IMITATIONOFDEATH O11 – seconda desquamazione
laboratorio per attori, danzatori e performer professionisti under 30
condotto da Ricci/Forte

Laboratorio iniziatico_petting urbano sotto l’epidermide di Chuck Palahniuk. Un’ambulanza sgomenta, un grattaevinci tra ologrammi transgender, topmodelspatologie, miti del gossip e onde anomale corrosive che platinano in una confezione golden da caramella sperlari al cianuro.
Un’immersione ventimila leghe sotto lo smalto sbiancante, dietro l’estasi sacrificale, dove la ricerca identitaria trova uno fiotto espressivo degno di un talk show da pay-tv degli emirati arabi; dove il paramorfismo è il dresscode d’accesso. Tra fallimento dell’allestimento e trionfo del mondo reale, indagare le complesse relazioni di brokeraggio tra i media e la dicotomica mignotta biancaneve in cui ci siamo fotocopiati.
Un workshop affamato, concreto, sudato, inodore, metabolizzato, percettivo, scostumato nella sua iperbole sentimentosa. Cromo. Come i giorni che vorremmo.

seconda desquamazione
Dopo il primo anno di indagine intorno alle ossessioni individuali allacciate ai rantoli di Palahniuk, e in seguito al primo studio pubblico presentato a luglio 011 al Festival Drodesera, eccoci intenti a sbriciolare strati successivi che ci impediscono di percepire la temperatura interna. Un ulteriore avvicinamento verso quel diagramma emotico, quel regno della mediocrità, quella rivolta autolesionista che veste il nostro Oggi. La scoperta di una simil_esistenza, in una simil_Europa dove, non rintracciando barlumi di autenticità vitale, forse lo sport migliore è praticare una sana imitazione della Morte.

Il laboratorio è rivolto ad attori, danzatori e perfomers professionisti under 30, si svolgerà dalle 10.00 alle 13.00 (training) e dalle 14.00 alle 18.00 (improvvisazione e drammaturgia). Possono partecipare anche coloro che hanno frequentato il primo step.

Le selezioni avverranno tramite materiale cartaceo.
Inviare curriculum + foto + lettera motivazionale al seguente indirizzo:
teatrodimora@arboreto.org

Il costo del laboratorio, il termine ultimo per l’invio dei materiali e la conseguente tempistica per la selezione saranno comunicati entro il mese di giugno a tutte le persone interessate, che nel frattempo invieranno una mail con una richiesta di informazioni contente già, a propria discrezione, i materiali richiesti per la selezione.

ricci/forte. Formatisi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e alla New York University, studiano drammaturgia con Edward Albee. Vincono i Premi Studio 12, Oddone Cappellino, Vallecorsi, Fondi-La Pastora e Hystrio per la Drammaturgia. Rappresentano il Teatro Eliseo/Roma alla prima edizione di ExtraCandoni. troia’s discount è andato in scena nel 2006. La prima fase del progetto wunderkammer soap #1_#2 ha debuttato al Festival Quartieri dell’Arte 2006. Vengono invitati dall’Ambasciata di Francia per “Face à Face” con Olivier Py. Nel giugno 2007, a Biennale Danza/Venezia, in collaborazione con La Scala di Milano, debutta il progetto mare in catene, di cui curano la partitura drammaturgica. Fanno parte dell’Osservatorio Critico del Premio Scenario. Al Festival Internazionale Castel dei Mondi 2007, presentano metamorpHotel e la seconda fase del progetto wunderkammer soap #3_#4_#5. Al Festival Castel dei Mondi 2008 debutta 100% furioso. Nella stagione 08/09 ploutos (da Aristofane), regia di Massimo Popolizio, prodotto dal Teatro di Roma, ottiene il premio della Critica come miglior drammaturgia Biennale Teatro/Venezia. Nell’ottobre 2009, l’edizione francese di ‘abbastarduna, regia di David Bobée, viene presentata al Théatre des Bernardines/Marsiglia.
macadamia nut brittle debutta al Garofano Verde 2009. In coproduzione col CSS di Udine, presentano pinter’s anatomy a dicembre 2009. troilo Vs. cressida (da Shakespeare) è in prima nazionale al Festival dei Due Mondi/Spoleto, giugno 2010. A dicembre 2010 la Fondazione Alda Fendi – Esperimenti di Roma ospita la performance some disordered christmas interior geometries. Nel 2011 debutta grimmless. Stanislas Nordey, Elisabetta Pozzi, Maria Paiato e Massimo Popolizio sono stati, tra gli altri, interpreti dei loro testi e mise en scène. Con l’ETI e l’Istituto Italiano di Cultura a Parigi rappresentano la drammaturgia italiana a Rouen (Scène Nazionale Petit- Quevilly/Mont-Saint-Aignan), Marsiglia (Festival Actoral), Nantes (Le Lieu Unique), Parigi (La Ménagerie de Verre). Partecipano a diversi festival in Francia (Europe&Cies/Lione), Romania (Underground Theatre/Arad), Inghilterra (Lingering Whispers/Londra) e Germania (Glow/Berlino).

Le attività del programma 2011 di L’arboreto - Teatro Dimora
sono sostenute da
Regione Emilia-Romagna
Provincia di Rimini
Comune di Mondaino
Associazione culturale l’arboreto

Maggiori informazioni e approfondimenti sulle singole attività, sono disponibili sul nostro sito
http://www.arboreto.org



Informazioni

Sede organizzativa
vicolo Gomma 8, 47921 Rimini
tel. e fax 0541.25777 - tel. 0541.55000
tel. mobile 333.3474242
info@arboreto.org
edizioni@arboreto.org

per i laboratori
teatrodimora@arboreto.org

http://www.arboreto.org
skype: larboreto

Sede delle attività
Teatro Dimora
via Arboreto 6, 47836 Mondaino (Rn)
tel. e fax 0541.850123 (solo nei giorni di spettacolo)

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