Organizzazione
dello spazio in base alle attività
Per
avere un’idea immediata delle diverse attività che competono
ad una biblioteca scolastica, le riportiamo in una mappa: (v. Figura
1) in cui possiamo distinguere sezioni specifiche, collegate ai diversi
obiettivi e servizi che competono alla struttura.
In base alle attività che prevediamo, potremo destinare alcuni
spazi specifici e prevedere l’organizzazione modulare di arredi
e materiali.

Il
luogo dell’accoglienza
Senz’altro il primo, importantissimo luogo di comunicazione
è l’ingresso della biblioteca, luogo dell’accoglienza
e dello scambio, ma anche e soprattutto dell’informazione. Chi
entra per la prima volta non soltanto ha la necessità di capire
l’organizzazione della struttura (per cui è prevedibile
una segnaletica visibile e chiara, con cartelli colorati e la pianta
della biblioteca con le sezioni ben evidenziate), ma sarà favorevolmente
colpito dalla presenza di messaggi e di notizie che restituiscono
l’idea di uno spazio vissuto.
Un esempio è fornito dalla bacheca con i messaggi dei lettori,
magari inseriti dentro fumetti, come si vede nella Figura 2.

Un altro veicolo di comunicazione è la bacheca. con la «top
ten» dei libri più prestati, sull’esempio degli
espositori dei «libri più venduti» come troviamo
nelle librerie o negli autogrill. Possiamo costruirla in modo tale
da renderla più informativa: sotto alle immagini di copertina
metteremo brevi descrizioni del libro, per fornire un’indicazione
di massima al lettore, come mostra la Figura 3.

Per
quanto riguarda poi la postazione del bibliotecario, alla classica
scrivania è meglio sostituire un bancone, un po’ come
quelli che troviamo negli uffici di informazione turistica, con nicchie
in cui si mettono volantini e depliant di attività da tenere
a portata di mano. E se lo spazio lo consente, meglio ancora un bancone
a semicerchio collocato al centro della stanza, l’evidente punto
di riferimento della struttura, il suo «ombelico».
I
laboratori
Una biblioteca scolastica multimediale dovrà prevedere l’organizzazione
e lo svolgimento periodico di laboratori incentrati su ciò
che la biblioteca possiede e promuove: il libro, l’illustrazione,
la storia narrata, l’accesso a informazioni, la ricerca, la
consultazione. Più avanti vedremo nel dettaglio quali attività
la biblioteca scolastica può organizzare per la promozione
del libro e per la lettura.
Qui preme ricordare come per un laboratorio sia necessario uno spazio
in cui i bambini possano lavorare in modo confortevole, possano dipingere,
ritagliare, scrivere, costruire. A tale proposito sarà utile
un tavolo grande e vari sgabelli in modo da poter accogliere una ventina
di bambini alla volta.
Spazio
di lettura per gruppi
Nella nostra biblioteca vi saranno appuntamenti fissi di lettura e
racconto di storie, per quella promozione alla lettura di cui parleremo
approfonditamente in seguito. Per tale attività, che di solito
si svolge per gruppi-classe, utilizzeremo lo spazio principale della
biblioteca, tra i libri, facendo sedere i bambini su cuscini, in cerchio,
in modo da proporre una modalità ricettiva diversa da quella
strutturata dell’aula.
Per i ragazzi più grandi, la posizione a terra è meno
adatta, per la minore disinvoltura data dall’età e dalla
coscienza del corpo; allora è consigliabile l’uso di
sgabelli o di sedie sistemate sempre in un circolo che include il
lettore-narratore.
Infine, possiamo prevedere momenti di lettura o di presentazione di
libri per gruppi di adulti (docenti, genitori): possiamo allora utilizzare
l’aula laboratorio, per far sedere gli adulti intorno all’unico
grande tavolo, insieme al relatore, come in una conversazione conviviale
in cui si «assaggiano» i diversi libri.
Lo
spazio della formazione
Lo spazio dell’aggiornamento e della formazione potrà
avere collocazione varia: gli incontri con gli esperti si possono
organizzare nel laboratorio, soprattutto se i corsi hanno carattere
pratico; corsi sulla lettura e sull’animazione al libro si possono
realizzare a diretto contatto con i libri, in modo che il relatore
o l’animatore attinga direttamente dagli scaffali per mostrare
dove e come si possono scegliere i testi per lavorare con i bambini.
Naturalmente, questo tipo di aggiornamento si può pensare per
piccoli gruppi di adulti (10-15 persone). Altro è l’incontro
con l’esperto o con l’autore, che prevede una partecipazione
più alta. Allora la biblioteca dovrà trasformarsi in
una sorta di auditorium in cui collocheremo sedie in semicerchio di
fronte al «relatore».
Le
attività della biblioteca scolastica
Informazione
sull’uso della biblioteca
Non c’è dubbio che, tra le principali attività,
vi sia quella orientativa e informativa sul funzionamento stesso della
biblioteca: è indispensabile che la prima visita da parte di
una classe sia organizzata come una sorta di lezione-percorso, in
cui viene illustrata la struttura della biblioteca, le sue sezioni,
il catalogo, la gestione del prestito, la ricerca, in modo che i piccoli
utenti possano farsi un’idea precisa di questo luogo e di ciò
che in esso è contenuto.
La visita avrà successo quanto più noi bibliotecari
la renderemo particolare: uno dei giochi base che si propongono per
questo primo approccio alla biblioteca è quello della caccia
al tesoro, organizzata in modo da far orientare i ragazzi tra gli
scaffali. Da un titolo famoso all’accenno ad un personaggio
celebre, da una guida turistica ad un atlante, i bambini potranno
capire come sono sistemati i libri, dove si trova la narrativa e dov’è
collocata la divulgazione, alla ricerca del tesoro che sarà...
un libro.
Un altro gioco che si propone ai bambini è quello suggerito
da Eros Miari nel suo A che libro giochiamo? (Mondadori, 1999): diamo
ai bambini un elenco di cose, molte delle quali si possono trovare
nella biblioteca e chiediamo loro di cancellare le voci che non sono
presenti. Questo permetterà loro di esplorare la biblioteca
e rendersi conto di quanti e quali prodotti culturali vi sono contenuti.
Un elenco può essere il seguente:
- fumetti
- riviste
- racconti
- atlanti
- fiabe
- cd
- videocassette
- quadri
- banchi
- cd-rom
- libri illustrati
- diapositive
- libri in inglese
- sassofoni
- musicassette
- manuali di fai-da-te
- martelli e chiodi
- riviste
- abiti
- guide
- dizionari
- biglietti del treno
- libri d’arte
- poesie
- schede del telefono
Un altro modo per comprendere e ragionare intorno all’organizzazione
dello spazio in una biblioteca è quello «progettuale»
che proponiamo nella Figura 4. Questa esercitazione può essere
proposta sia ai bambini che ai ragazzi un po’ più grandi.

Attività
di promozione del libro
Si tratta di una delle principali attività della biblioteca.
La promozione del libro passa anzitutto sul suo riconoscimento come
oggetto, sulla sua composizione, sui suoi elementi caratteristici.
Per questa sezione di attività possiamo organizzare laboratori
che coinvolgono i bambini e i ragazzi nel lavoro bibliotecario.
Possiamo perciò distinguere:
1. attività espressivo-manuali quali:
- costruzione di libri semplici
- costruzione di libri particolari (pop-up, con finestre, dì
materiali vari, sagomati ecc.)
2. attività più squisitamente biblioteconomiche:
- attività di catalogazione con i bambini
- attività di classificazione con i bambini
- attività di schedatura
3. attività di animazione quali:
- invenzione di titoli e di immagini di copertina
- impostazione grafica di una copertina
Attività
espressivo-manuali
La costruzione di libri può essere un divertente approccio
all’oggetto per i bambini più piccoli. Gli esempi di
questi laboratori sono forniti da Maria Pia Alignani nel suo Guida
pratica per fare libri con i bambini (Sonda, 1999). Basandosi sul
lavoro dello studioso inglese Paul Johnson, l’autrice mostra
come da semplici fogli di carta di formato standard A4 possiamo, attraverso
piegature e tagli, realizzare, libretti a fisarmonica (che dunque
non hanno bisogno di legatura e colla).
Il laboratorio può essere molto interessante se svolto a tema:
i libri pop up, ad esempio. Osservandone la costruzione, possiamo
realizzarne di originali su fiabe famose. Un altro «gioco»
sul libro può essere fatto sui materiali possibili: cartone
e plastica, ma anche stoffa, polistirolo, gomma ecc., magari intitolando
ogni opera «il libro più...» e gli aggettivi qui
possono essere «resistente, leggero, riciclabile, naturale....»
Al lavoro manuale è importante unire il lavoro intellettuale
di coerenza del racconto: prima di tutto scegliere una storia, quindi
svolgerne il filo del racconto attraverso le pagine, in modo da imparare
ad utilizzarle al meglio (se sono solo otto condenseremo in alcune
immagini fondamentali, se sono di più potremo distendere testo
e immagini).
Attività
di tipo biblioteconomico
Sono molti gli esempi di schedatura, classificazione e catalogazione
fatta insieme ai bambini. È utilissimo che i bambini si misurino
con il mestiere del bibliotecario. Tra gli esempi di come si possa
classificare i libri, produrre schede, elaborare un catalogo, vi sono
quelli forniti da Fulvio Panzeri nel suo La biblioteca in classe (Editrice
Bibliografica, 1994). Da questo saggio possiamo trarre moltissimi
suggerimenti pratici.
Naturalmente possiamo avvalerci del computer per le attività
di classificazione, schedatura e catalogo, avvicinando maggiormente
il lavoro a quello del bibliotecario. Il computer ci servirà
per l’utilizzo di immagini, grafica, caratteri, tabelle nella
classificazione, e vi potremo elaborare una «maschera»
che servirà per la schedatura, m cui inseriremo i seguenti
«campi», scelti tra quelli presenti nella scheda del software
Winiride (distribuito dalla BDP e utilizzato nelle biblioteche scolastiche).
Esempio: maschera per la schedatura
autore:
titolo:
illustratore:
traduttore:
città di edizione
casa editrice:
anno di edizione:
abstract:
Per la parte riguardante l’abstract, sarà utile far esercitare
i nostri bibliotecari in erba su come si realizza. Sono poche righe
che dovrebbero sintetizzare l’argomento del testo, senza fornire
commenti critici. L’abstract corretto, cioè, deve essere
descrittivo, non valutativo del libro m questione. Cercheremo perciò
di definire alcuni criteri base per la schedatura di un racconto.
L’abstract può essere al massimo di otto righe
- prima riga: chi è il protagonista
- seconda riga: dove ci troviamo (ambiente sociale ecc.)
- terza e quarta riga: che cosa fa o fanno il/i personaggio/i (su
cosa si basa la vicenda)
- quinta a sesta riga: che cosa succede nel corso del racconto
- settima riga: come ai conclude
- ottava riga: una nota sulle illustrazioni (se sono a colori, in
bianco e nero, se danno un’immagine particolare della storia,
se aiutano a comprendere la vicenda ecc.)
Attività
di animazione
È la prima fase di approccio ludico al libro come oggetto da
osservare nella sua composizione grafica per comprenderne la struttura
comunicativa. Iniziamo con l’esplorazione:
- com’è fatta la copertina (rigida, in brossura)
- dov’è posizionato il titolo
- dove si trovano il nome dell’autore e dell’illustratore
- quale tra questi tre dati è quello più in evidenza
- quali altri dati possiamo ricavare dalla copertina (editore, collana,
fascia d’età, sintesi della storia, informazioni sull’autore)
- quali colori sono stati usati
- che cosa rappresenta l’immagine di copertina e che cosa comunica
Con in mano questa sorta di griglia, possiamo provare a fare una copertina,
lavorando su un foglio bianco (ad es. uno di formato A4). Racconteremo
una breve storia ai bambini, poi chiederemo loro di inventare un titolo
che colpisca: non dimentichiamoci che il libro deve attrarre! Oltre
al titolo dovremo scegliere un’immagine che sia accattivante,
che faccia capire già di che si tratta, che offra una chiave
di accesso alla lettura... Una volta definito il titolo e l’illustrazione
della copertina, chiederemo ai bambini di «studiare» la
grafica scegliendo i colori, i caratteri tipografici le posizioni
e le grandezze delle parole, la posizione dell’immagine e tutto
quanto dovrebbe stare in una copertina. Possiamo rifarci ad una collana
esistente, ma possiamo anche stimolare i bambini dicendo loro che
dobbiamo inventare una nuova collana, originale, di formato tascabile.
Attività
di promozione della lettura
La promozione della lettura non è da confondere con la conoscenza
dell’oggetto libro, fase preliminare, che considera il supporto
ma non il contenuto. Purtroppo tra le due attività permane
una certa confusione cosicché si sente parlare di «progetti
lettura» i cui obiettivi in realtà sono i libri come
contenitori e supporti.
La promozione della lettura parte dalla conoscenza delle storie, degli
autori, dei generi narrativi, della letteratura e il suo fine è
proprio quello di diffondere, far scoprire ed apprezzare quelle storie
e quegli autori. Promozione alla lettura significa progetto pedagogico
che tiene conto principalmente dei destinatari, dei loro gusti, dei
loro bisogni e delle loro resistenze: è un impegno di continuo
rinforzo di ciò che si è impiantato. Il nostro lavoro
si focalizza sulla motivazione e, a differenza del lavoro didattico,
non ha finalità strumentali di apprendimento linguistico o
contenutistico. Ciò che invece ci interessa è aiutare
il bambino o il ragazzo nella scelta, suggerirgli possibili percorsi
di lettura, perché sappia trovare ciò che gli piace
e gli serve. Il nostro è un atteggiamento di complicità,
non di guida o di sostegno.
Finalità
della promozione della lettura
L’atto concreto della lettura in biblioteca e attraverso la
biblioteca è la finalità che noi bibliotecari ci diamo:
essa può essere stimolata da spazi adeguati e arredi piacevoli,
dal libero accesso e dall’ampiezza della collezione, ma si impianta
attraverso l’acquisizione della competenza della parola e il
rafforzamento delle abilità linguistiche e cognitive. Ecco
perché è utile proporre un percorso di approccio alla
lettura per diversi stadi:
- leggere le immagini
- cominciare a leggere
- leggere nell’età evolutiva
- leggere nell’adolescenza
che a ben vedere, corrisponde ai suggerimenti editoriali che troviamo
nelle collane o sui libri.
In questo percorso per livelli successivi possiamo costruire quell’educazione
permanente alla lettura che accompagna il bambino nel suo sviluppo
di conquista della parola, delle strutture lessicali, del racconto
e infine della scrittura come luogo dell’interazione tra testo
e lettore. Ma attenzione! Non siamo in classe: noi conquistiamo lettori
suggerendo loro le storie, e siamo pronti ad aiutarli ad orientarsi
nelle scelte di narrativa e di divulgazione. Non abbiamo il compito
di verificare l’effettiva lettura, la comprensione e la riflessione,
ne di valutarne l’apprendimento. Non abbiamo item o, meglio,
quelli che ci diamo sono diversi da quelli riferiti alla didattica:
più liberi nella proposta, svincolati dalla verifica, abbiamo
il compito di scegliere i libri che formeranno la nostra collezione,
analizzare i bisogni della nostra utenza, raccogliere richieste, aspettative,
e forse in parte stimolarne alcune. Abbiamo il dovere di aggiornarci
e leggere i libri, e rimanere imparziali di fronte ai gusti e alle
richieste dei lettori. Non imporremo mai delle letture perché
«funzionali, integrative, trasversali», piuttosto analizzeremo
dei fenomeni. Saremo più sociologi che non pedagogisti.
Lettura
ad alta voce
La lettura ad alta voce è il primo fondamentale approccio alla
lettura ed è importante che lo stesso bibliotecario lo proponga
alle classi. Naturalmente, cercate di sensibilizzare i colleghi insegnanti
affinché quest’occasione non diventi l’ingresso
alla camera di tortura degli esercizi d’interrogazione o di
riassunto (che cosa avete ascoltato? Riassumete la storia che la bibliotecaria
vi ha letto...)
La lettura ad alta voce centra diversi obiettivi:
- migliora l’attenzione e incoraggia l’ascolto
- richiede il rispetto di chi sta leggendo
- fornisce l’esempio di come si legge
- è un momento di condivisione di un’esperienza che supera
il concetto di lettura come separatezza e solitudine. Da un punto
di vista pedagogico, una concreta esperienza di ricezione creativa
condivisa.
Sulla lettura a voce alta vi sono utili indicazioni metodologiche
nel libro di Rita Valentino Merletti, Leggere ad alta voce (Mondadori,
1998). Anche nel mio Come si costruisce un percorso di lettura (Mondadori,
2000) sono segnalati alcuni semplici «espedienti di base»
per iniziare a misurarsi nella lettura di un testo, Il concetto fondamentale
è quello di possedere una buona conoscenza di ciò che
leggeremo, per non improvvisare questa attività e non rischiare
di essere confusi, precipitosi, approssimativi. Quando si legge ad
alta voce senza essere preparati, si rischia di leggere in modo veloce,
mangiandosi le parole, si rischia di sbagliare, impaperarsi, e non
dare la giusta espressività al testo. Ma una buona lettura
ad alta voce è soprattutto una lettura espressiva, chiara,
con un minimo di caratterizzazione dei personaggi nei dialoghi e,
soprattutto, con l’obiettivo di coinvolgere l’uditorio.
E allora: pause, esclamazioni, integrazioni con suoni (sospiri, sbuffi,
onomatopee), ritmicità, contribuiranno a dare, corpo alla lettura.
Inoltre, non dimentichiamo mai di alzare gli occhi dal libro, guardare
gli ascoltatori, ammiccare: cerchiamo di imitare quegli attori che
leggono ad alta voce, che mai dimenticano di rivolgersi ai pubblico,
di cercarne l’attenzione.
La
lettura ad alta voce: attività
- Lettura preparatoria del testo
- Rilassiamoci attraverso una respirazione lenta, cadenzata
- Ricordiamo di respirare prima di. ogni frase (prendere il respiro
è sentito come una pausa)
- Leggiamo senza fretta, con tranquillità
- Concentriamoci sui dialoghi e caratterizziamo i personaggi con voci
leggermente diverse
- Costruiamo pause per creare aspettativa
- Cambiamo ritmo di lettura: più veloce in certe parti, più
lento in altre
- Integriamo la lettura con commenti (ma
senti un po’!) o domande (e adesso che cosa ... succederà?)
- Integriamo con suoni, sbuffi, sospiri,versi onomatopeici; renderanno
più divertente la lettura
- Alziamo gli occhi dal testo di tanto in tanto e guardiamo gli ascoltatori
Con un pubblico di bambini. piccoli, è molto utile avvalersi
delle diapositive: l’attenzione dei piccoli è più
viva e si evita di leggere e girare il libro in continuazione per
mostrare le immagini. Inoltre, le immagini fotografate restituiscono
un impatto di maggior suggestione per le dimensioni che permettono
la visione di dettagli e paesaggi, luci, colori. In questo caso, il
testo che leggete può essere arricchito da vostre integrazioni
di commento e di richiesta d’attenzione: cosa c’è
là a destra? E adesso chi arriverà?
Come fare diapositive?
Le diapositive non sono difficili da realizzare: ci vuole una macchina
fotografica reflex, un obiettivo 50 mm, una pellicola sensibile (100
ASA), luce diffusa e non diretta (sui balcone, in una giornata luminosa).
Si posiziona il libro in piano, per terra. Dall’alto, ci chiniamo
sulla pagina finché nell’inquadratura appare l’immagine
piena. Mettiamo bene a fuoco e scattiamo con un tempo medio (1/60
o 1/125).
Incontri
di lettura e di dibattito
La promozione alla lettura passa, oltre che attraverso l’attività
di lettura vera e propria al pubblico, anche attraverso momenti di
lettura e di scambio di opinioni tra adulti, insegnanti o genitori
che siano interessati a conoscere i libri per bambini e vogliano suggerimenti
per leggere a casa. Senz’altro la biblioteca può supportare
insegnanti e genitori a maturare una personale conoscenza della letteratura
per bambini e ragazzi. E lo fa non tanto con la semplice fornitura
di bibliografie (certo, ci sarà anche questo servizio), quanto
grazie ad attività di incontro, dibattito e scambio, con appuntamenti
settimanali o quindicinali. Essi saranno maggiormente stimolanti se
vi interverranno esperti. (studiosi, critici, docenti) e operatori
del settore editoriale (redattori, curatori di collane, lettori, traduttori
ecc.).
Una voce a parte merita l’organizzazione dell’incontro
con l’autore, che è importante preparare con cura, alla
fine di un progetto lettura incentrato sull’autore in questione.
La biblioteca dovrebbe riuscire a superare l’idea superficiale
del «conoscere» una persona di «successo»,
per indirizzare l’incontro verso l’analisi del lavoro,
l’approfondimento della scrittura e del suo farsi, i richiami
alla letteratura, i percorsi di lettura.
Percorsi
di lettura in biblioteca
Un percorso di lettura può essere una stimolante proposta che
concentra l’attenzione sul patrimonio della biblioteca, sulle
sue potenzialità, sul suo uso e sulla sua struttura. A tale
proposito, scegliamo un tema particolare, che apparentemente è
lontano dall’attività del leggere: lo sport. Possiamo
presentarlo con una citazione tratta da Virginia Woolf: «II
vero lettore è giovane nella sua essenza. E una persona d’intensa
curiosità, piena d’idee, aperta e comunicativa, per la
quale leggere ha più il carattere di un vigoroso esercizio
all’aria aperta che non quella di studiare al chiuso; egli va
avanti per la sua strada, s’arrampica sempre più in alto
su per le colline finché l’aria non diventa troppo sottile
anche per respirare; leggere per lui non è affatto una ricerca
da svolgere a tavolino.» (Virginia Woolf, Ore in biblioteca,
in Come si legge un libro, Milano, 1999)
I libri che possiamo raccogliere intorno a questo tema sono, ad esempio:
- Lo Sport, E. Elle, Un libro da scoprire (4-7 anni)
- Colin McNaughton, Partita di pallone, E. Elle Un libro in tasca
(5-7 anni - caldo)
- James Stevenson, Le olimpiadi degli animali, Mondadori junior (8
anni)
- Jorge Amado, La palla innamorata, Mondadori junior (8 anni, ma è
adatto anche alla fascia successiva - calcio)
- Joe Pestum, Tobi e i diavoli rosa. Panini Ragazzi Le due lune (8-10
anni - calcio)
- Angelo Petrosino, Amore e pallone. Nuove Edizioni Romane (9-10 anni
- calcio)
- F. May-P. Zannoner, Il salto più lungo, Giunti. T-Shirt (10-14
anni - atletica leggera)
- Paolo Fallai, Lo chiamavano Diciassette, Mondadori, I Sassolini
(9-10 anni - calcio)
- Loriano Machiavelli, Partita con il ladro, Sonda Brivido (9-11 anni
- calcio)
- Gary Paulsen, Alla deriva, Mondadori junior avventura (oltre i 12
anni - vela)
- Renzo Giusti, La ragazza sul podio, Giunti GRU under 14 ( 12-14
anni-judo)
- Enrico Brizzi, Paco & il più forte di tutti, E. Elle
Coli. I Corti (oltre i 12 anni - caldo)
- Katherine Paterson, Un ponte per Thera-. bithia, Piemme Il Battello
a vapore serie arancio oro (10-12 anni - corsa)
- Rich Wallace, Tiri in rete, Bompiani Delfini (oltre i 12 anni -
calcio)
- Chaim Potok, Danny l’eletto, Juvenilia (oltre 12 anni - baseball)
In biblioteca però avremo anche le videocassette. In questo
caso potremmo far visionare:
Fuga per la vittoria di John Huston; Rocky di John Avildsen; Momenti
di gloria di John Huston; Pomi d’ottone e manici di scopa di
Walt Disney; Robin Hood di Walt Disney (la partita di rugby, la lotta
con i bastoni); Space jam.
Il percorso potrà prevedere una mostra di oggetti collegati
ai diversi sport quali: palloni e palle di diverso tipo, da quello
di cuoio da calcio alla pallina da tennis, racchette, mazze, bastoni,
guantoni ecc. Tali oggetti saranno stati reperiti dai ragazzi e per
ciascuno di essi possiamo organizzare una ricerca (da dove proviene,
quando è stato introdotto, come si usa ecc.).
Ma soprattutto, intorno a questo tema, nello spazio della biblioteca,
possiamo organizzare delle vere e proprie competizioni «sportive»:
1. La gara del libro migliore. Facciamo costruire ai bambini un piccolo
podio su cui verranno posti il primo, il secondo e il terzo libro
migliore, votati dai lettori.
2. Le Olimpiadi della lettura. Possiamo decidere di svolgerle nell’arco
di una settimana con gare individuali e gare di squadra. Verranno
stabilite anche fasce d’età (ad esempio juniores per
il biennio 8-9 anni, top-ten per 10-11 anni, teen-ager per 12-13 anni).
I ragazzi devono iscriversi in una, al massimo due discipline sportive.
Nelle gare individuali possiamo inserire:
gara di velocità: chi legge in meno tempo un libro (ma deve
anche averlo capito!);
gara di salto: chi riesce a costruire una storia saltando da un libro
all’altro. La storia dev’essere coerente!
maratona: chi ha letto il libro più lungo;
tennis: i due sfidanti preparano un elenco di personaggi ciascuno,
chi indovina il maggior numero di libri a cui i personaggi appartengono,
vince;
nuoto a stile libero: scrivere nel minor tempo possibile la recensione
di un libro che si è letto, utilizzando un numero minimo di
dieci righe e massimo di quindici. Naturalmente la recensione dovrà
avere una sua coerenza e comprensibilità.
Nelle gare a squadra possiamo invece mettere:
basket: due gruppi di cinque ragazzi che si fanno domande reciproche
su uno stesso libro. Vìnce la squadra che risponde a più
domande. Vanno previste più gare con eliminatorie, fino alla
sfida finale;
calcio: due squadre si passano il libro-pallone. Un arbitro fa le
domande, la squadra che risponde per prima ottiene il pallone e può
fare una domanda alla squadra avversaria: se gli avversar! rispondono,
il pallone passa a loro, se non rispondono, la squadra che ha posto
la domanda ha fatto gol. Dopo ogni gol il libro torna all’arbitro
che fa la domanda per dare il pallone alla squadra che risponde per
prima;
staffetta: possono partecipare cinque squadre di cinque ragazzi ciascuna.
Ogni squadra parte da un libro e deve trovarne uno attinente (per
tema, per personaggi o per lo stesso autore) nella biblioteca, scriverne
autore e titolo in una scheda e passarlo al compagno, che dovrà
fare altrettanto. Vince la squadra che non solo termina prima, ma
che ha segnalato i libri giusti: ad esempio si parte con Lo chiamavano
Diciassette di Fallai, il libro successivo potrebbe essere La palla
innamorata di Jorge Ama-do, quello dopo ancora Gatto tigrato e Miss
Rondinella di Jorge Amado (stesso autore), il successivo Storia di
una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Sepùlveda
(il tema del gatto e dell’uccellino che convivono), e infine
Occhio al gatto di Silvana Gandolfi (il personaggio gatto);
staffetta 2: partecipano due squadre di cinque-sei ragazzi. Ogni.
squadra; deve ripercorrere un romanzo o un racconto attraverso i personaggi
(è in pratica un’operazione di sintesi mnemonica). Ad
esempio, se la squadra A deve ripercorrere Cappuccetto Rosso (l’esempio
ci serve perché si possa capirlo tutti), scriverà in
un foglio; Cappuccetto Rosso-Lupo-Nonna-Lupo-Cacciatore.
Il percorso di lettura può essere organizzato nel corso dell’anno.
Le gare possono svolgersi a fine anno scolastico, in un paio di giorni,
con premiazioni finali A questo punto è quasi superfluo suggerire
che i premi siano dei libri.
Bibliografìa
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Questo
articolo è apparso sulla rivista:
Biblioteche scolastiche", n.1, 2001, Editrice bibliografica