| 2006
- 2007
FlorianProposta
Teatro
Stabile d'Innovazione
“La Bambina dei fiammiferi”,
da H. C. Andersen
Con: Flavia Valoppi, Francesco Marcone, Oscar Strizzi, Enrico Di Gianbattista,
Emanuela D'Agostino, Candida D'Abate, Mario Fracassi.
Musiche e canzoni di Paolo Capodacqua eseguite dal vivo da Germana Rossi.
Ideazione e regia Mario Fracassi
Spettacolo
di narrazione e suggestioni sensoriali con canzoni, suoni, odori, sapori...
per sette attori, un musicista ed un piccolo gruppo di spettatori bendati.
“Era
la vigilia dell'ultimo dell'anno. Il sole era già tramontato.
Nevicava e faceva molto freddo. La piccola fiammiferaia vagava per la
città, cercando invano di vendere fiammiferi. La gente passava
incurante della bimba. La piccina si accovacciò sulla neve per
ripararsi dal freddo, per scaldarsi accende un fiammifero e…”
Usando la
sua energia per qualcosa che può sembrare effimero, la bambina
crea una sua vita fantastica, una vita più piacevole di qualsiasi
altra cosa su cui possa posare lo sguardo. Ogni fantasia portata dai
fiammiferi accesi, però, si estingue, e di nuovo la bimba è
nel gelo. Ogni fiammifero acceso crea l'incanto di una scena familiare,
l'illusione di un calore, di un'intimità e di tanta bellezza.
I bambini,
per indole e temperamento, sono inclini ad abbandonarsi alle suggestioni
delle loro fantasticherie e dei loro giochi per la realizzazione dei
loro desideri. E i fiammiferi della bambina sono come i nostri sogni,
costituiti di materia immaginifica che continua ad incidere sul mondo
con la sua intensità utopica. Ma, uno dietro l'altro, i fiammiferi
si spengono e l'ultima apparizione che si avvera è quella della
nonna, l'unica persona che le avesse mai voluto bene, che prende in
braccio la bimba per portarla con sé, lì dove l'amore
e la bellezza non hanno mai fine.
Uno spettacolo
che tenta di focalizzare lo sguardo non più solo sull'apparenza
figurativa dell'attore, ma soprattutto sui ritmi, gli andamenti, le
scivolate, "gli arricciamenti" delle partiture fisiche e sonore
della nostra proposta di spettacolo, per cercare le sollecitazioni ad
un ascolto sempre più attento delle risonanze e delle modificazioni
che racconto, sensi, movimento, forma e materia producono nello spettatore
permettendogli di camminare sul confine tra il concreto e l'illusorio,
lasciandosi prendere con piacere dalla propria immaginazione.
Dedicato
ai ragazzi dagli 8 ai 14 anni
Scheda tecnica
Spazio scenico non teatrale: salone 8 X 6 mt min
Durata: 25 minuti
Numero massimo spettatori per replica: 24 max
Numero massimo di repliche al giorno: 8
"Hansel
e Gretel
Con Flavia Valoppi, Francesco Marcone, Oscar Strizzi, Emanuela
D’Agostino
Canzoni e Musiche originali di Paolo Capodacqua
Idea e Progetto Macchina Scenica di Fabrizio Paluzzi Realizzata da Macramè.
Pupazzi di Barbara Chiarilli Decorazioni di Gabriella Morrica
Regia Mario Fracassi
C'era
una volta... una matrigna che abbandonò nel bosco i piccoli Hansel
e Gretel.
Nella celebre
fiaba del povero taglialegna, Hansel e Gretel, vittime della miseria
e dalla paura, della matrigna e dell'avida strega, riescono a sviluppare
la capacità di guardare in faccia le difficoltà, riescono
a trovare la capacità di affrontare i problemi attraverso la
crescita della loro inventiva con i sassolini che buttano nel bosco
per ritrovare la strada e con lo sviluppo del loro coraggio per evitare
di essere divorati dalla strega. Così come in ogni fiaba, anche
nel nostro spettacolo è centrale il percorso di sviluppo che
i due bambini - eroi compiono attraverso il superamento di prove impegnative.
Per crescere,
pur rimanendo bambini, bisogna affrontare gli imprevisti utilizzando
l'ingegno e la fantasia. Come Hànsel e Gretel che, ingannati
da una mostruosa matrigna, scoprono improvvisamente il mondo fuori casa,
intimoriti si addentrano nelle fitte difficoltà e coraggiosamente
percorrono il sentiero segnato dai sassolini. Un'aria saccente veste
Hànsel da piccolo uomo, ma è la prudenza di Gretel a salvarli
dalle grinfie dell'ignoto. La paura d'essere abbandonati in un bosco,
pieno di abitanti inquietanti (perché sconosciuti) ma fantastici,
è più grande della paura d'essere divorati dalla strega.
Non a caso il bosco è un elemento chiave della storia: in esso,
nelle società primitive che cullarono la fiaba, si svolgevano
riti di iniziazione dove i fanciulli, dopo un periodo isolato nella
foresta, varcavano la soglia adulta. Ed è così che Hànsel
e Gretel diventano grandi e tornano a casa intascando sassolini di felicità.
Le vivaci magie dello spettacolo trasformano la semplice storia attraverso
un virtuosismo tecnico di giochi d'ombra e colori, di pupazzi, di danze
e canzoni eseguite dal vivo, di voci infantili, filo di distanza tra
fiaba e realtà, tra piccoli e grandi, sotto l'egida della fantasia.
Il senso magico della fiaba è soprattutto l'innefabile sorriso
del piccolo e grande pubblico: anche esso torna a casa con in tasca
sassolini di felicità.. (Antonella Pelilli HYSTRIO Trimestrale
di teatro e di spettacolo N°4 anno 2003)
Dedicato
ai ragazzi dai 4 agli 11 anni
Spettacolo vincitore della nona edizione del Festival nazionale di teatro
ragazzi della città di Molfetta - TI FIABO E TI RACCONTO - premio
“L'Uccellino Azzurro 2004”
“Io
vorrei che sulla luna ci si andasse in bicicletta”
di e con Paolo Capodacqua
Poesie e filastrocche di Gianni Rodari musicate ed eseguite da Paolo
Capodacqua
Presentato nel 1990 al VII Premio alla fantasia “Gianni Rodari”
di Orvieto; presente alla terza edizione del Festival Internazionale
di Teatro per ragazzi di Sant’Elpidio come Opera testimone per
il Premio alla Memoria a Gianni Rodari (ritirato dalla Sig.ra Rodari),
“Io vorrei che sulla luna ci si andasse in bicicletta” è
stato riproposto per oltre 150 repliche in numerose città italiane
con riscontri favorevoli di pubblico e di critica.
Gianni Rodari aveva una grande passione per la musica: da ragazzo aveva
studiato per anni il violino e, oltre che poeta e scrittore, è
stato anche un autore teatrale: gi era perciò naturale il senso
dello spettacolo musicale. Con una felice intuizione, Paolo Capodacqua
ha colto questa poco nota disposizione di Rodari e ha realizzato un
suo personale lavoro di grande valore. Come ha proceduto? Ha scelto
significativi testi poetici di Rodari e su di essi, con un originale
equilibrio tra testo , musica, canto e brevissimi siparietti parlati,
ha inventato lo spettacolo teatrale “Il vorrei che sulla luna
ci si andasse in bicicletta”.
In che cosa consiste l’originalità del suo lavoro? In primo
luogo non ha realizzato il solito spettacolino infantile bamboleggiante
(per Rodari era fermo principio pedagogico non bamboleggiare mai rivolgendosi
in qualsiasi forma ai bambini). Il ritmo e la melodia della suo musica
e la sua limpida voce accattivante, si applicano con grande rispetto
ai testi e nello stesso tempo, dilatano e rendono fruibilissimi gli
effetti della parola poetica di Rodari. Paolo Capodacqua non si è
proposto , quindi, come spesso deprecabilmente accade a chi si rivolge
ai bambini, come un attore che si serve dei testi per esibirsi in un
suo gratificante show personale, ma di farsi interprete creativo di
un mondo poetico di alto livello come quello di Rodari.
Anche per questo il suo lavoro mi sembra un antidoto a tanta volgarità
spettacolare che cerca solo effetti epidermici. Non solo, infatti, riesce
a stimolare profondi bisogni fantastici ed emotivi dell’infanzia,
ma costituisce anche, tral’altro, uno dei rarissini casi in cui
il fascino della parola cantata può far incuriosire alla parola
scritta e in questo caso, a leggere Rodari. Proprio perché gli
è estraneo l’esibizionismo narcisistico, Paolo Capodacqua
è riuscito a realizzare un piacevolissimo spettacolo, che ha
il grande merito di costituire per i bambini una doppia iniziazione
poetica e musicale.
MARCELLO ARGILLI: (Scrittore, giornalista, autore di soggetti e sceneggiature
televisive, ha pubblicato oltre trenta libri per ragazzi, tradotti in
una ventina di lingue. Per la Casa Editrice Einaudi ha pubblicato una
biografia di Rodari)
Spettacolo vincitore del Premio Lesina 1998 “Opera per ragazzi
significativa e di alto valore culturale”
La ballata dell'Arca
Di e con Paolo Capodacqua
…come
passare il tempo a bordo dell'Arca di Noè? Tra decine di proposte,
quella delle papere sembra la più accettabile: improvvisare un
piccolo festival canoro. E così l'Arca si trasforma in una specie
di passerella dove ogni animale si esibisce. in un continuo confronto
ironico e divertente con l'esperienza umana. Ma... a proposito: qualcuno
è in agguato... Come andrà a finire?
In questo
interessante spettacolo Paolo Capodacqua è straordinariamente
bravo a cucire il filo delle storie, a coinvolgere con ritmo e testi
intelligenti, svelando la forza della teatralità della messa
in spazio della canzone, senza rinunce alla provocazione del pubblico
che coinvolge incessantemente in ritornelli e piccole suspence.
Spettacolo
dedicato ai ragazzi dai 6 agli 11 anni
La
Cenerentola, Liberamente ispirato alla favola omonima dei F.lli Grimm
Di e Con Flavia Valoppi e Germana Rossi
Consulenza
e regia Mario Fracassi
Canzoni e musiche eseguite dal vivo da Germana Rossi
"Cenerentola"
è la storia di tutti i bambini costretti a crescere indesiderati
in situazioni apparentemente ordinate. Come essi possano conservare
malgrado tutto il loro desiderio d'amore o la loro speranza nella felicità
è il segreto che incontreremo in questo spettacolo - fiaba. Uno
spettacolo - fiaba che vuole donare agli uomini il coraggio di restare
fedeli alle proprie aspettative più audaci, nonostante tutte
le umiliazioni, e di credere nel regno che è nascosto in ogni
persona.
Cenerentola, dopo la scomparsa della madre, vive nel proprio castello
ridotta a fare da serva alla matrigna e alle due brutte e cattive sorellastre.
Un bel giorno arriva il dispaccio reale per cui tutte le ragazze da
marito sono invitate alla festa in onore del ritorno del principe...
Uno spettacolo dove le due attrici cantori, attraverso la semplice suggestione
delle parole e dei suoni...il silenzio dei suoni, il gioco del suono
del violino -il pianto di Cenerentola della fisarmonica, la festa da
ballo- ma anche dei rumori della scopa, del fuoco che scoppietta, della
spazzola che pulisce il pavimento, delle scarpette di cristallo e del
pianto dei piedi delle sorellastre costretti a strizzarsi dentro una
scarpa troppo piccola. Riusciranno a ribaltare la realtà, abolire
spazio e tempo e, utilizzando il mito ed il fantastico far apparire
una splendida fata da un piccolo albero, trasformare un serpente in
un principe, far ridere e far piangere
Il lavoro dell'attore, in questo caso, oltre a trasformare le parole
della storia in immagini, il ritmo in emozioni, e a valorizzare il divertimento
e la spettacolarità del racconto, diventerà anche occasione
di coinvolgimento e riflessione attiva per i bambini e gli insegnanti.
La
favola di Barbablù
Con: Martina Di Genova, Santo Cicco, Mario Fracassi e Emanuela D’Agostino
Musiche e canzoni di Paolo Capodacqua eseguite dal vivo.
Ideazione e regia Mario Fracassi
Quattro
attori accompagneranno il pubblico attraverso la trama della vicenda
della favola di Barbablù giocando con le allegre canzoni scritte
da Paolo Capodacqua, le burlesche scenografie del misterioso castello
dell’avventura e i stravaganti oggetti e pupazzi… dove Fanciulle
da marito, per dirla con Collodi, si «palleggiano» lo sposo
imbarazzante, finché la più giovane e inesperta si convince
che quella barba non è poi così blu e lo sposa.
Ma la sua temerarietà viene messa alla prova dal sospettoso marito
finché il “caso” esplode e si scoprono le passate
e terribili storie. La poverina è sul punto di pagare per la
sua eccessiva curiosità quando un «fortunoso» intervento
la salva per il «fortunato» finale.
Lo spettacolo parla del dolore e dell’orrore che ognuno di noi
può incontrare nella sua piccola quotidianità. Della violenza
dissimulata che talvolta infetta le relazioni e le distorce.
La stessa porta vietata della favola di Barbablù diventa simbolo
di un confine materiale di cui tutti noi vorremmo disporre, un limite
rassicurante e concreto tra ciò che è bene e ciò
che è male, tra ciò che è ‘altro’ e
incontrollabile, e un ‘noi’ perché "
Confermando lo stile delle ultime produzioni, il Florian sceglie di
lavorare con immagini forti ed evocative, ma anche con un testo costruito
come meccanismo portante dello spettacolo, lasciando che la visionarietà
delle situazioni non diventi inquietante
Florian
Proposta, Teatro Stabile d’Innovazione
via Valle Roveto 39 Pescara Tel. 085 4224087 – 4225129
ragazzi@florianteatro.it www.florianteatro.it
Fax
085 4294482
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