| L'Alboreto
laboratori
estivi 2006
dal 23 al 25 giugno
Il corpo poetico
laboratorio teatrale condotto da
Antonio Viganò (Teatro la Ribalta) e dagli attori della Compagnie
de L’Oiseau-Mouche
Il laboratorio affronterà gli aspetti riguardanti l’analisi
del movimento, della conoscenza del proprio corpo in relazione al tempo
e allo spazio, la costruzione di un vocabolario coreografico personale;
proporrà inoltre esercizi di danza contemporanea e improvvisazioni
a tema.
Il corpo. L’integrazione. La diversità
“Dono di una presenza che, rompendo gli schemi del ‘bello’
e delle ‘forme compiute’, è in grado di restituirci
una poesia concreta, un corpo che si fa poesia nel momento in cui diventa
narrazione, storia, memoria, presente e futuro. Un corpo poetico che
nel suo agire, attraverso i suoi gesti, ci racconta la sua relazione
col mondo, un suo modo di vederlo e di sentirlo. Ecco, allora, un corpo
che si fa teatro, che non rappresenta l’altro da sé, che
non è più solo ‘teatro della rappresentazione’
ma diventa, trasformandosi, ‘teatro dell’essere’.
Un teatro capace di svelare sentimenti, emozioni, e che chiede a noi
spettatori-attori di entrare in relazione con altri sguardi, altri orizzonti
e altri punti di vista. Un teatro che non mostra soltanto ‘abilità’
ma offre sospiri di vita veri, con il dolore o con la felicità.”
Antonio Viganò
Antonio
Viganò, attore e regista, si è formato alla Scuola del
Piccolo Teatro di Milano e all’Ecole Jacques Lecoq di Parigi.
Prima di fondare il Teatro la Ribalta, di cui è direttore artistico,
ha lavorato come attore nella Compagnia la Contrada di Trieste, con
la Clowns Compagnia e con Cristian Trouillas a Parigi. Ha firmato le
regie degli spettacoli: Cenerentole, Bianca & neve e Naufragio per
il Teatro la Ribalta, Excusez-le ou Il vestito più bello, Personnages
e No-exit per la Compagnie de l’Oíseau-Mouche, Il paese
dei vinti per Campsiragoteatro, Gulliver Travel per il Teatro Giovane
di Omsk (Russia). Dal 1991 è direttore artistico del festival
di Campsiragoteatro e dal 1995 è artista associato al Centre
Dramatique National “Le grand Bleu” di Lille (Francia).
Insegna “Laboratorio teatro sociale e della comunità”
al Dams di Lecce.
dall’1 al 5 luglio
Strade perdute, song sul collasso del mondo
laboratorio teatrale condotto da Fabrizio Arcuri (Accademia degli Artefatti)
in collaborazione con il festival Santarcangelo dei Teatri 2006
Accademia degli Artefatti continua il lungo percorso nomade in forma
di laboratorio che accompagna dal 2003 il progetto “Dress code:
reality”. Dopo Roma, Parma, Pescara, Campobasso, Siracusa, Milano
e altre città, il gruppo approda a Mondaino focalizzando l’attenzione
sulle problematiche che hanno caratterizzato l’ambito della ricerca
della compagnia negli ultimi tre anni. Attraverso autori come Martin
Crimp, Sarah Kane, Heiner Müller, Harold Pinter vengono indagate
le distorsioni dei processi comunicativi, il rapporto tra realtà
e finzione, la significazione della pausa. Il laboratorio rappresenta
un ulteriore avvicinamento a una certa drammaturgia e, in particolare,
al Misantropo di Moliére e al suo rapporto con la riscrittura
di Martin Crimp; i due testi, dei quali un primo studio verrà
allestito a Santarcangelo '06 - International Festival of the Arts,
costituiscono il progetto di produzione della compagnia dei prossimi
due anni.
Fabrizio
Arcuri è regista e autore degli spettacoli della compagnia Accademia
degli Artefatti dal 1990. Ha lavorato come aiuto regista di Peter Stein
e si è formato all’interno dell’Università
La Sapienza di Roma seguendo i corsi di Dario Fo, Sandro Lombardi, Carlo
Quartucci. Ha studiato danza con Claude Coldy, Masaki Iwana, Vin Van
de Keibus. Autore di opere video è vincitore con Dati del premio
Riccione TTV - Concorso Italia 1996 e sempre al premio Riccione TTV
ha ricevuto la menzione speciale 1999 per il testo Sulle possibilità
razionali di una vita qualsiasi. Nel 2004 è stato tra gli otto
finalisti del Concorso Italia al TTV Riccione Expanded Theatre con il
video Ex proclama e martirio. Ha condotto numerosi laboratori, collabora
con il Dams di Torino come regista e coordinatore delle attività
didattiche di corsi e master.
dall’1 al 3 settembre
Confini specifici e indefiniti
laboratorio multidisciplinare condotto da Giacomo Verde e Roberto Castello
Il laboratorio è suddiviso in due sezioni che avranno momenti
comuni: il proto-V-jing teatrale, a cura di Giacomo Verde e l’improvvisazione
di movimento, a cura di Roberto Castello. Il proto-V-jing teatrale,
rivolto anche a chi non ha esperienza nell’uso del video, si propone
di presentare e sperimentare diverse tecniche di creazione video-live,
dal tele-racconto al V-jing teatrale, affrontate con strumenti low-tec.
L’improvvisazione di movimento invece fa volontariamente appello
a un’intelligenza fisica per trasformare il corpo in uno strumento
creativo che articola forme e azioni nello spazio e nel tempo; un lavoro
intensivo intorno all’improvvisazione, fondato sulla concentrazione,
sull’ascolto e sull’esercizio della simultaneità
fra azione e pensiero creativo.
Giacomo
Verde si definisce teknoartista. Dagli anni Ottanta realizza oper’azioni
collegate all’utilizzo creativo di tecnologia “povera”:
videoarte, tecno-performances, spettacoli teatrali, installazioni, laboratori
didattici. È l'inventore del tele-racconto: performance che coniuga
narrazione, micro-teatro e macro-ripresa in diretta – tecnica
utilizzata anche per video-fondali-live in concerti, recital di poesia
e spettacoli. È tra i primi italiani a realizzare opere di arte
interattiva e net-art. Riflettere sperimentando ludicamente sulle mutazioni
tecno-antropo-logiche in atto e creare connessioni tra i diversi generi
artistici è la sua costante.
Roberto Castello è uno tra i più noti coreografi della
nuova danza italiana le cui creazioni hanno ottenuto numerosi riconoscimenti
anche all’estero. Il suo lavoro sviluppa una ricerca sulla scomposizione
del movimento, sulla performance, l’happening e sull’interazione
in tempo reale, giungendo anche al rifiuto del movimento coreografato.
L’ambito di particolare interesse che egli propone è la
sovrapposizione del linguaggio del corpo con altri linguaggi e altri
media, in un’ottica tra ironia e seduzione che smonta con delicata
ferocia l’immagine del mondo in cui viviamo.
dal 7 al 10 settembre
Banditen. Combattenti per la libertà
laboratorio di affabulazione e narrazione condotto da Marco Cavicchioli
su testi di Covacich, Riccarelli, Alaimo, Cotroneo, Schianchi, Lucarelli,
Tassinari,
Fois, Carlotto, Giorgi, Nove, e altri
dal 6 all’8 ottobre
Oz-Alfavita K. (Kansas)
laboratorio per attori condotto da
Chiara Lagani (Fanny & Alexander) e Fiorenza Menni (Teatrino Clandestino)
dal 13 al 15 ottobre
Strumento voce/immaginazione
laboratorio di studio sulla voce rivolto a cantanti e attori
condotto da NicoNote aka Nicoletta Magalotti
dal 20 al 22 ottobre
Naturalità: il corpo solo
orientamento dinamico per uno spazio visionario
laboratorio di movimento
condotto da Alessandra Sini (Sistemi Dinamici Altamente Instabili)
dal 27 al 29 ottobre
Corpus machina
laboratorio di teatro fisico condotto da Paola Bianchi
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