| Roberto
Denti Preistoria
e attualità della promozione della lettura. L'esperienza
di un osservatore tra libri e iniziative.
Le biblioteche di pubblica lettura solamente da poco più di vent'anni
hanno un reparto dedicato ai ragazzi. Ancora oggi vi sono ostacoli:
gli adulti (insegnanti compresi) non leggono; la scuola propone la narrativa
principalmente come lavoro didattico e non come piacere della lettura;
la promozione della lettura propone attività molto interessanti,
ma che non sono finalizzate a far legggere di più: è bello
costruire libri, è intertessante la lettura animata (teatrale)
ma queste attività sono un'altra cosa.
Oggi rispetto a vent'anni fa ci sono molti più libri ed è
più difficile restare aggiornati, ma è triste pensare
che i ragazzi oggi leggono di più nonostante gli adulti: non
sono stati gli adulti a fargli leggere Piccoli Brividi o
Le ragazzine o Harry Potter. È essenziale
che insegnanti e bibliotecari leggano (negli USA in biblioteca esistono
figue differenti: chi scheda i libri, chi tratta col publico, CHI LEGGE
I LIBRI. Sì è pagati per leggere! Nelle nostre biblioteche
se il personale fosse scoperto a leggere probabilmente sarebbe invitato
a riprendere il lavoro.)
La vera promozione è quella di far sì che insegnanti e
bibliotecari leggano il maggior numero possibile di libri per poter
essere vicini ai ragazzi quando questi chiederanno un libro così
e così o un libro come quello appena letto...
Luca
Ferrieri
Noi leggeremo un giorno per dispetto. La promozione omeopatica e altre
inoculazioni.
La narrativa per ragazzi ha subito una leggera
flessione, non è l'apocalisse, pochi
punti in percentuale. L'editoria ragazzi continua comunque a salvare
le case editrici: la differenenza in punti di percentuale tra adulti
e ragazzi, a favore di questi e di ben 25 punti. Non si tratta solo
della concorrenza multimediale, ma pensiamo ad una omologazione strisciante.
È la fine dell'infanzia, i ragazzi assomigliano sempre più
agli adulti (anche nel leggere poco). Forse non bisogna difendere l'isola
felice, ma allargarla; se prima la promozione della lettura si occupava
della sezione ragazzi delle biblioteche ora deve essere allargata all'intera
biblioteca e coinvolgere anche gli adulti.
La seconda parola chiave che voglio proporre è opposizione,
la lettura è oppositiva, come dice Pennac la maggior parte delle
letture avviene "contro". Questo porta ad un triplo salto
mortale. Primo: la promozione della lettura deve essere poco promozionale
(non si tratta di edulcorare le pillole), ma (come sugerisce la terminologia
francese e spagnola) deve fomentare la lettura. Bisogna allora capire
chi sono i nemici della lettura. Nel 1995 è uscita una ricerca
dal titolo "Orgogliosi di non leggere". Per la prima volta
i non lettori hanno smesso di fare finta, si sono liberati dal complesso
di inferiorità, così facendo hanno permesso a noi lettori
di liberarci dal complesso di superiorità.
Secondo: muoversi stando fermi, liberarsi dalla fretta, dal bisogno
di risultati, dai bilanci...
Ed eccoci ad un'altra parola chiave ed al terzo salto mortale. La promozione
della lettura deve essere omeopatica, deve
essere presa in in picole dosi. La promozione non deve essere troppo
ricca, deve lasciare un po' di appetito. Ciò che in dosi massicce
ammala (letture coatte) in piccole dosi guarisce. Il principio omeopatico
della somiglianza contagia: prima
si cerca la vita nella lettura, dopo si cerca una vita come quella della
lettura.
Avviene la succussione (termine che in
omeopatia indica quando il rimedio viene dinamizzato e la materia trasformata
in energia): il libro passa di mano in mano ed a ogni giro si carica
di una valenza di energia in più.
Eros
Miari
Il libro in una stanza. La lettura tra contagio e promozione.
Spritosa presentazione del
Manifesto del Partito dei Lettori: sulle
note di Il cielo in una stanza di
Gino Paoli appaiono diapositive tratte da Nel paese dei mostri:
"Quando sei qui con me (libro) questa stanza non ha più
pareti, ma alberi... Altri aderenti al Manifesto: Gary Paulsen (lettura
dell'introduzione di La stanza d'inverno). Poi ancora un racconto
di un ragazzo che pensa solo allo sport fino a quando a letto, malato
il padre gli legge un libro. Parla di sport? Parla
di scherma lotta, tortura, veleno, vero amore, odio, vendetta, giganti,
cacciatori, uomini malvagi, uomini buoni, serpenti, ragni, bestie d'ogni
natura e tipo, dolore, morte, uomini coraggiosi, uomini codardi, uomini
più forti, inseguimenti, menzogne, verità, miracoli...
Sembra O K Il "contagio" ha successo, il ragazzo
diventerà un grade scrittore (William Goldman). Tutto bene, ma...
I nuovi lettori sono dovuti al contagio, al diffondersi del Pennac-pensiero,
all'affermarsi del piacere di leggere? Penso che in realtà molto
si debba alle case editrici che hanno capito che certi libri erano invendibili
e hanno cercato altre strade. Niente invece hanno fatto le famiglie
e poco la scuola. Sono più pessimista dello scorso anno, non
per la piccola crisi di quest'anno, ma perché mi sembra che si
chiuda un'epoca. Penso che 15 anni fa anche le attività di promozione
ma non strettamente di lettura avessero un senso (per attirare i ragazzi
in biblioteca, per sviluppare la creatività...). Ma ora deve
iniziare una fase nuova. È proprio vero che come dice Pennac
il verbo leggere non sopporta l'imperativo? Non potendo per mancanza
di tempo usare le sfumature non vorrei essere frainteso, Pennac afferma
che il verbo leggere non sopporta l'impertivo, ma fa
anche capire che neppure
sopporta lo stare a guardare. E se fossero le proposte di promozione
della lettura, come quelle di oggi pomeriggio, obbligatorie?
Giorgio
Scaramuzzino (Teatro dell'Archivolto
di Genova)
Come un romanzo.
Spettacolo basato sull'omonimo saggio di Daniel Pennac
Lettura
in azione
Nel pomeriggio rassegna di iniziative di promozione
alla lettura; nel programma del convegno (in fondo alla pagina) si trovano
i nomi dei partecipanti.
equiLIBRI
(Piccola società cooperativa)
L'asta
delle storie. Insieme
a narrazioni personalizzate, vengono messi all'asta gli autentici oggetti
della letteratura per l'infanzia e delle fiabe come la zucca di Cenerentola
o i peli del Mostro Peloso. Per l'occassione, in onore ad Horowitz,
oggetti dai suoi libri come i cosmetici di Nonnina.
Un'iniziativa di promozione della lettura diversa e divertente.
Roberto
Anglisani
Lettura di Villa Ghiacciaossa
(dal romanzo di A. Horowitz)
Anthony
Horowitz
Horowitz è intervistato da Angela
Ragusa, traduttrice italiana dei suoi libri.
C'è un aspetto biografico nei suoi romanzi?
A otto anni sono andato in un college, qui ho passato una brutta infanzia
(anche per questo, la sera nel dormitorio, ho cominciato a raccontare
storie), questi ricordi sono serviti per tratteggiare Villa Ghiacciaossa:
luoghi, atmosfere, insegnanti. Per altri personaggi mi sono ispirato
alla mia famiglia, così per Nonnina o per i genitori di
Villa Ghiacciaossa.
Per
scrivere bisogna leggere?
Più leggi, più è facile scrivere. Leggo poca letteratura
per ragazzi per non rischiare di essere influenzato, mi chiedo ad esempio
se la signora Rowling (l'autrice di Harry Potter) abbia letto Villa
Ghiacciaossa? Leggo di più i grandi classici, e ogni tanto prendo
da questi un'idea e sviluppandola la porto nei miei libri.
Che
rapporto ha con i suoi libri?
Scrivo per hobby, il mio lavoro è alla TV e al cinema (sceneggiature,
produzione...) Non seguo le mode, anche per questo cambio spesso genere
(horror, spionaggio, romanzo storico, giallo...), mi piace sorprendere.
Non ho messaggi da trasmettere, semplicemente divertitevi a leggere,
ma nei miei libri c'è sempre la speranza; i ragazzi non devono
mai perderla. Non mi piacciono i libri fatti in serie (Piccoli Brividi).
Cosa pensa delle illustrazioni dei suoi libri?
Non mi piacciono le illustrazioni in generale, perché è
un lavoro che faccio già io: creo immagini con le parole. Comunque
l'illustratore dei miei libri in italiano è bravo e l'ho suggerito
anche per le edizioni inglesi.
N.B. Domande e risposte sono state liberamente
sintetizzate.
Programma
del convegno
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