Due o tre anni
fa i ragazzi smettevano di leggere con l'ingresso nella scuola superiore.
Ora anche prima. C'è l'adeguamento del ragazzo alla società
adulta e la società adulta propone un adulto non lettore (uno
dei peggiori d'Europa). Perchè gli adulti vogliono che io legga,
quando loro non leggono e sembrano campare benissimo senza libri?
In questo periodo non è la televisione a tener lontano dalla
lettura, ma l'avvento di internet (tra i "navigatori" oltre
un milione di ragazzi sono sotto i 14 anni) e dei videogame. Entrambi
sono costosi e diffusi nella fascia sociale che potrebbe comprare
i libri.
In questi anni si è aggiunto il fenomeno Harry Potter che non
ha aiutato a vendere più libri. Un successo notevole, ma legato
all'evento: è importante aver letto il tal libro, così
come è importante avere quel determinato zaino, non è
importante leggere o avere "uno" zaino qualsiasi. Sono state
negative anche le ripercussioni sull'editoria che applicando le tecniche
del marketing cerca di ripetere il successo di Harry Potter, senza
tener conto che prima che uscisse Harry Potter non esisteva un libro
del genere. Non dimentichiamo che la Rowling ha faticato molto per
"vendere" il primo volume di Harry Potter, rifiutato da
gran parte delle case editrici.
Sulla scia di Harry Potter sono di moda i libri che dovrebbero essere
letti sia dagli adulti che dai ragazzi. Così non è stato
per l'ultimo libro di Isabella Allende (che a me non è piaciuto)
che ha avuto successo tra gli adulti, ma non tra i ragazzi.
Il ragazzo è indifferente al giudizio degli adulti: Pinocchio
è stato imposto dai ragazzi, così come i libri di Roald
Dahl. Non solo ne "Le streghe" c'è paura, ma il protagonista
trasformato in topo non torna bambino, inaccettabile per l'adulto
che pretende sempre un finale positivo. È vero che le fiabe
orali hanno elementi di paura, ma sempre con un finale positivo; sono
però rivolte ad un pubblico molto più giovane, per gli
adolescenti questo non è importante.
È da notare che negli ultimi anni l'età dei lettori
di Dahl si è abbassata, dai ragazzi delle medie si è
passati alla quarta e quinta elementare, per certi libri anche alla
terza. Il fenomeno ha riguardato anche altri autori, ad esempio Bianca
Pitzorno. Ma l'abbassamento è forse generale.
Un sociologo americano ha detto: "I bambini, i ragazzi di oggi
sanno molte più cose di quelle che capiscono". Terrei
ben presente questo fatto, non possiamo paragonare il loro sviluppo
logico a quello dell'adulto: a 8 anni ci sono ragazzi che usano il
computer con una padronanza impressionante, ma questi stessi ragazzi
credono alla Befana o a Babbo Natale. Un libro ai ragazzi può
piacere anche se non lo capiscono completamente; è così
anche per gli adulti, ad esempio quando è uscito "Il nome
della rosa" di Eco a me è piaciuto nonostante non sia
riuscito a capire alcuni riferimenti storici. Quanto detto è
ancor più vero per la poesia, sia quella per gli adulti che
per le filastrocche dei ragazzi. Provate a dare un senso ad Abarabacicicocco
(se un senso si può dare non è certo per bambini), perchè
tutti la ricordiamo? 1) Non ci hanno obbligato a studiarla a memoria.
2) Non ce l'hanno fatta mettere in prosa. IL PIACERE DELLA LETTURA
NON SEMPRE È COLLEGATO ALLA COMPRENSIONE. Lo stesso si potrebbe
dire della pittura astratta. "Questo libro è bello",
vuol dire "Questo libro mi emoziona", ma quello che mi emoziona
oggi potrebbe non farlo domani, e quello che emoziona me potrebbe
non emozionare te. I concetti che si trasformano in critica letteraria
non vanno bene per i ragazzi.
Si tace del fenomeno
dei libri Harmony milioni di copie vendute ogni mese fuori dalle librerie.
Il livello di questi libri non è basso, è un "non
livello", ma è sempre più faticoso leggere Harmony
che guardare un telefilm, questo vuol dire che la lettura è
ancora un elemento emotivo che può gratificare. Io mi chiedo
però se dopo 8 anni di scuola dell'obbligo si è in grado
solo di leggere Harmony (Le femmine! I maschi neppure quello), vuol
dire che la scuola dell'obbligo ha certamente dei limiti. Naturalmente
nella scuola ci vuole la didattica della lettura, ma spesso manca
il piacere della lettura, rovinato da schede e parafrasi quasi sempre
presenti nei libri di narrativa scolastica. Oggi i ragazzi leggono
di più di 30 anni fa, ma i fenomeni che hanno aiutato questa
crescita, dai libri-game (che hanno dato una grossa spinta alle biblioteche
pubbliche) a Piccoli Brividi (in regresso) sono extra scolastici.
In questi anni l'elemento fondamentale di molti libri per ragazzi
è stata la paura, in Harry Potter questa è accompagnata
dalla magia, ma la magia non la fa il mago, ma io (tutti i ragazzi
si identificano in Harry Potter). Ora i libri sulla paura sono in
regresso, in particolare Piccoli Brividi, probabilmente dopo l'attacco
alle torri gemelle (anche se il fenomeno, meno evidente, era già
in atto). Forse non a caso il nuovo fenomeno letterario è Geronimo
Stilton: avventura, paura, ma anche ridere.
I ragazzi cercano
libri che parlano di loro.
Oggi i libri affrontano molti problemi, ma affrontarli non vuol dire
risolverli. Il Vangelo dice di porgere l'altra guancia, ma con questo
libro i cristiani sono andati in giro ad uccidere. Un libro non fa
diventare buono. Un libro sull'amicizia non mi fa diventare amico
se non ho l'ambiente sociale e psicologico adatto; una volta c'era
il gruppo sociale del cortile o della strada, ma ora? Forse è
per questo che i ragazzi si attaccano tanto ad internet o agli sms
del telefonino.
Interessarsi
di certi problemi vuol dire soddisfare la curiosità: problemi
familiari, sessualità, droga... In genere i ragazzi che si
interessano del problema della droga più difficilmente cedono
ad essa.
Nei libri c'è tutto. Se un ragazzo ha avuto una delusione amorosa
con Anna può chiedere di un libro che parla proprio di quello
e il bibliotecario può consigliare ad esempio Stargirl di Jerry
Spinelli; ma dopo un po' forse si sarà stancato di Anna e gli
si potrà magari consigliare un libro giallo.
L'INTERESSE È MOMENTANEO, non si può collettivizzare
un libro e questo è un errore della narrativa scolastica, da
aggiungere agli altri errori della compilazione delle schede e della
distribuzione della lettura da ottobre a giugno. Non si deve rinunciare
all'attività didattica, ma per quello c'è già
l'antologia.
Data questa situazione famigliare e sociale dei ragazzi d'oggi, cosa
posso fare per offrire la possibilità di leggere? AIUTIAMOLI
AD ESSERE CURIOSI. Questo vale sia per i libri di narrativa che per
quelli di divulgazione. TRASMETTIAMO LE NOSTR EMOZIONI; Sanguineti
diceva ad esempio che alle superiori non bisognerebbe cominciare Dante
dalla prima pagina della Divina Commedia, ma dalle pagine che ci hanno
emozionato, siano queste "Paolo e Francesca" o "Il
conte Ugolino"...
SFRUTTIAMO LE OCCASSIONI. Nell'ultimo anno con le promozioni di "La
Repubblica" e "Il Corriere" sono stati venduti 30 milioni
di libri. Lo so che è un'operazione commerciale, ma trasformiamola
in qualcosa di positivo.
Fondamentale è la LETTURA AD ALTA VOCE. Pennac in "Come
un romanzo" racconta che arrivato in un liceo di Parigi, trova
i ragazzi senza motivazioni; un giorno entra in classe e inizia a
legge ad alta voce un libro. Dopo cinque minuti: -Professore dobbiamo
fare il riassunto?
-No
Dopo un po' -Perché ce lo legge?
-Perché questo libro mi piace e penso che possa piacere anche
a voi, se vi piacerà continuerò a leggerlo.
-Ma noi cosa dobbiamo fare?
-Niente
I ragazzi sono "catturati" e molti si procurano il libro,
certo non tutti.
Nella prima infanzia leggere vuol dire "ascoltare leggere"
e leggere le immagini: la mamma legge Biancaneve ed il bambino guarda
le figure, ma oggi le mamme hanno poco tempo di leggere Biancaneve
e fanno vedere le videocassette.
La lettura ad alta voce è gratuita, chi legge mi vuol bene!